L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 novembre 2019

Il settore bancario ombra privo di regolamentazione l'hanno creato le banche stesse per nascondere gli impicci e gli imbrogli che stanno facendo

Alert BCE: cosa sta minacciando l’Eurozona?

20 Novembre 2019 - 11:08 

BCE: nel report sulla stabilità finanziaria un’analisi dei rischi che stanno minacciando l’economia dell’Eurozona


BCE: il report sulla stabilità finanziaria oggi pubblicato ha lanciato un vero e proprio alert sui rischi che stanno mettendo a repentaglio l’economia dell’Eurozona.

Quelli elencati non sono stati soltanto elementi interni al blocco. Per dirla in altre parole ad oggi non sono solamente le vulnerabilità intestine a minacciare l’area della moneta unica.

I rischi per l’Eurozona, ha confermato la BCE, sono anche esterni. Nessuna novità nel sapere che, in questo caso, il riferimento è sia alla guerra commerciale tra gli USA e la Cina sia alla Brexit.
BCE: i maggiori rischi per l’Eurozona

Tra i maggiori rischi oggi gravanti sul blocco troviamo certamente la mancanza di regolamentazione nel cosiddetto settore bancario ombra, ma non solo.

Anche la sempre più anemica redditività dei finanziatori tradizionali (le banche) si sta configurando come una vera e propria vulnerabilità dell’Eurozona, secondo il report della BCE.

Da non sottovalutare poi le valutazioni sul mercato immobiliare, le quali stanno richiedendo a gran voce interventi di raffreddamento, necessari per evitare la fuga degli investitori e il conseguente rischio di “incidenti”.

Per non parlare poi dei tassi di interesse ultra bassi, che stanno indebolendo come detto gli utili delle banche, aumentando i prestiti e incoraggiando un’eccessiva assunzione di rischio.

Un contesto già particolarmente impegnativo, quello citato, sul quale influiranno anche la Brexit e, ovviamente, la guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, ancora lontana dal concludersi definitivamente.

“I rischi al ribasso per la crescita economica globale e dell’area euro sono cresciuti e continueranno a creare nuove sfide per la stabilità finanziaria”,

ha tuonato la BCE nel report.

Secondo la banca centrale, i fondi di investimento e le compagnie assicurative hanno adottato un atteggiamento di risk taking nell’attuale contesto di bassi tassi di interesse. Ciò significa che, in caso di improvviso shock del mercato, i problemi di questi soggetti potrebbero estendersi al più ampio sistema finanziario, con conseguenti perdite per aziende e privati.

Secondo la BCE, ad oggi le vulnerabilità e i rischi per l’Eurozona (prevista in crescita dell’1,1% quest’anno) sono dunque molteplici.

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