L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 novembre 2019

In Germania si possono fare gli aiuti di stato

La Germania festeggia in silenzio il sì Ue al salvataggio pubblico della banca NordLB

15 novembre 2019


Che cosa si dice in Germania sul salvataggio pubblico di NordLB non considerato da Bruxelles un aiuto di Stato

L’indiscrezione rimbalzata da Bruxelles di un orientamento favorevole della Commissione europea al piano di salvataggio di Nord Landesbank (NordLB) da parte dei Länder della Bassa Sassonia e Sassonia-Anhalt e delle Casse di risparmio per un totale di 3,6 miliardi di euro non occupa, in questi giorni, ampi spazi sulla stampa tedesca. La soluzione non può essere considerata un aiuto di Stato e dunque non lede le regole europee della concorrenza, avrebbe deciso la Commissione, e questo perché – secondo quanto ipotizza la Frankfurter Allgemeine Zeitung – “si è ritenuta corretta la posizione sostenuta dal governo tedesco e da quelli del Länder, secondo cui nel caso della NordLB si tratta di un investimento pubblico secondo le regole dell’economia di mercato”.

L’INDISCREZIONE DA FONTI TEDESCHE CHE VOGLIONO RESTARE ANOMINE

Era stata proprio la Frankfurter Allgemeine Zeitung ad aver lanciato per prima la notizia, citando informazioni riservate ma senza indicarne esplicitamente la fonte di provenienza. Alcuni quotidiani hanno ripreso i contenuti essenziali dell’informazione, senza dilungarsi in commenti o approfondimenti particolari. Solo la Welt, nel confermare dal canto suo l’indiscrezione, ha indicato in “ambienti tedeschi vicini alle trattative che desiderano però restare nell’anomimato” la fonte della notizia.

LA (DEBOLE) SMENTITA DI BRUXELLES, IL SILENZIO DELLE AUTORITÀ TEDESCHE

Indiscrezione che la Commissione, dal canto suo, non ha voluto esplicitamente confermare. “La Commissione è in stretto contatto con le autorità tedesche per la questione della ricapitalizzazione di NordLB”, è scritto in una nota ufficiale che Bruxelles ha diffuso dopo richieste di approfondimento da parte dei quotidiani tedeschi, “ma al momento attuale non è stata ancora presa alcuna decisione”. La Commissione guidata dall’ex ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen attende d’altronde ancora di insediarsi.

Ma è una smentita che, seppur debole, consente a tutti gli attori ufficiali di non immischiarsi nelle inevitabili polemiche che scoppieranno qualora verrà confermato il disco verde da Bruxelles e che in alcuni paesi, Italia in primo luogo, sono di fatto già divampate all’indomani della pubblicazione della semplice indiscrezione. Bocche cucite, e non poteva essere altrimenti, anche fra i ministri del governo tedesco e fra i responsabili politici dei Länder coinvolti, azionisti con il 65% di Nord LB.

TRA LE RIGHE UN VELATO SOLLIEVO E NESSUN SOSPETTO DI FAVORITISMI

Quel che emerge fra le righe degli scarni resoconti della stampa tedesca è comunque un velato sollievo, per nulla oscurato dal sospetto di ottenere sulle questioni bancarie occhi di riguardo da Bruxelles. Il fatto che la Commissione europea abbia impiegato tanti mesi per valutare i termini dell’intervento a sostegno di NordLB ha anzi sopreso (e preoccupato) gli osservatori tedeschi. “Nelle due regioni interessate era negli ultimi tempi cresciuto il timore che non sarebbe stato più possibile rispettare il calendario previsto a causa dell’inattesa lunga valutazione da parte della Commissione”, aveva scritto ancora la Frankfurter Allgemeine Zeitung, aggiungendo che, sempre secondo “informazioni riservate della redazione i due presidenti di Bassa Sassonia e Sassonia-Anhalt, Stephan Weil (Spd) und Rainer Haseloff (Cdu), si erano appartati assieme ai rispettivi ministri regionali delle Finanze per discutere della vicenda NordLB a margine della cerimonia per la caduta del Muro svoltasi a Marienborn. Dunque, ancora sabato scorso, i principali responsabili dei due Länder non sarebbero stati ancora pienamente certi dell’orientamento che la Commissione europea stava maturando e avrebbero espresso in un conciliabolo ristretto ansia e timori per i tempi lunghi “inattesi”. Il quartetto aveva anzi deciso di ricontattarsi questa settimana per redigere una lettera comune da inviare alla Commissione sollecitando una rapida decisione, qualora da Bruxelles non fosse arrivata alcuna notizia, aveva aggiunto il quotidiano di Francoforte. Cosa alla quale ha rimediato proprio l’indiscrezione raccolta e pubblicata in questa settimana dalla stessa Faz.

PRECEDENTI SEGNALI INDICAVANO GIÀ COME SAREBBE ANDATA A FINIRE

Eppure lo stesso ministero delle Finanze della Bassa Sassonia aveva fatto trapelare “ottimismo” ancora nella scorsa settimana, quando qualcosa era cominciata a filtrare da Bruxelles grazie a un lancio di agenzia di Reuters che preannunciava una decisione di fondo in tempi rapidi, anche se per quella ufficiale ci sarebbe voluto più tempo. Allora l’agenzia aveva prima provato a strappare una dichiarazione ai vertici di NordLB, ricavandone un deciso “no comment”, poi aveva avuto maggiore fortuna con il dicastero finanziario di Hannover: a una portavoce era sfuggito un laconico ma indicativo “siamo prudentemente ottimisti”. E ancora nei mesi scorsi, il presidente federale delle Casse di risparmio, Walter Strohmaier, aveva dichiarato in un’intervista a Bloomberg di attendersi il via libera da Bruxelles: “Non ho ricevuto segnali di disturbo”, aveva detto.

L’OPPOSIZIONE DELL’UNIONE DEI CONTRIBUENTI PER L’IMPEGNO DEI LÄNDER

L’unica chiara opposizione alle modalità del piano di salvataggio era arrivata nelle ultime settimane dall’Unione dei contribuenti, il Bund der Steuerzahler. Nella presentazione dell’annuale “Libro nero”, una sorta di compendio degli sprechi delle amministrazioni pubbliche in Germania, il Bund aveva criticato l’eccessiva somma che sarà impegnata dai due Länder: “I contribuenti non vogliono partecipare ai rischi connessi ai salvataggi bancari, e i governi di Bassa Sassonia e Sassonia-Anhalt non vogliono vedere i rischi futuri o li oscurano consapevolmente”. E poi: “I politici soggiacciono all’illusione che NordLB possa finanziare progetti e investimenti di imprenditori privati, che vengono rifiutati o concessi con alti premi per rischio”.

DOPO IL SÌ DELLA COMMISSIONE IL VOTO DEI PARLAMENTI REGIONALI

La decisione della Commissione europea, pur determinante, non è comunque l’ultimo passo affinché il meccanismo di salvataggio si metta in moto, ricorda ancora la Frankfurter Allgemeine. A essa deve seguire l’approvazione del piano da parte dei due parlamenti regionali: il loro voto sbloccherà i soldi pubblici che Nord LB attende. Ma ad Hannover e Magdeburgo, come visto, i parlamentari non vedono l’ora di votare a favore.

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