L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 novembre 2019

La monnezza trasborda in Italia

Non ci sono più discariche e la raccolta è ferma. Anche nella provincia di Cosenza è caos rifiuti

Esaurito il sito di Cassano, ancora non pronto quello di Scala Coeli. Nelle città si concretizza il rischio di ritrovarsi assediati dalla spazzatura. Al vaglio l'ipotesi di conferire fuori regione

di Salvatore Bruno 
26 novembre 2019 11:55


Da giovedì scorso la discarica di Cassano ha chiuso i battenti. Con i conferimenti ordinari si è arrivati al limite, al massimo si potrà utilizzare uno spazio di rifilatura per depositare una decina di ulteriori tonnellate di rifiuti. Poi la buca sarà esaurita. Il sovralzo ordinato a settembre da Mario Oliverio per una capacità aggiuntiva di 30 mila metri cubi per il momento è rimasto lettera morta, per una questione di adempimenti tecnici, ma anche perché il neo sindaco Gianni Papasso sullo stop all'ampliamento dell'impianto ha costruito parte della propria vittoria elettorale.

L'effetto cascata

Il blocco produce un effetto domino sull'intera filiera. Calabra Maceri, dove i rifiuti vengono lavorati, che a regime dovrebbe scaricare quotidianamente circa 250 tonnellate di residui, ha i capannoni pieni di scarti. Ed ha chiesto ai comuni di sospendere i conferimenti. Di conseguenza la raccolta procede a singhiozzo. A Cosenza l'assessore all'ambiente Carmine Vizza ha chiesto ai cittadini di non esporre il mastello dell'indifferenziata. Disagi anche nell'area urbana e lungo l'Alto Tirreno. Della questione si sta interessando anche la Prefettura. Il problema non riguarda vetro, carta e multimateriale, che seguono un percorso di riciclo differente.

Si guarda fuori regione

La soluzione più immediata è quella di scaricare in strutture fuori regione, con notevole aggravio dei costi, in attesa di poter riattivare la discarica privata della Bieco, a Scala Coeli, la cui capienza potrebe consentire di andare avanti per diversi mesi. Il problema è comunque destinato a ripresentarsi ancora se l'Ato Cosenza non procederà ad individuare il sito in cui realizzare l'Ecodistretto con le relative discariche a servizio. Ci sono i soldi, ma non l'accordo tra i sindaci. E nella prossma settimana la Regione potrebbe anche nominare un commissario ad acta per sbloccare la situazione di stallo.

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