L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 novembre 2019

Le banche tedesche sott'acqua vogliono anche i soldi degli italiani per salvarle

15/11/2019 11:05
BANCHE E ASSICURAZIONI
                              
Schnabel (Bce): basta attaccare le banche italiane, quelle tedesche non brillano

L'economista di Dortmund, membro della Bce, spiega perché bisogna accelerare sull'unione bancaria. E indica come costruire l'assicurazione europea sui depositi, calibrata sul grado di solidità di ogni banca. Pressing del ministro Scholz: redigere l'accordo entro dicembre

di Elena Dal Maso


In Germania è molto dibattuta la questione dell'unione bancaria, nata anni fa ma mai completata per la paura proprio dei tedeschi di costruire, fra l'altro, un'assicurazione europea sui depositi. Si tratta dei 100mila euro a protezione dei correntisti, che viene letta da Berlino come un regalo ad un'Italia dal sistema finanziario debole.

Però in questi mesi la Germania è alla prese con il salvataggio di NordLB e con i due pesi massimi, Deutsche Bank e Commerzbank , di nuovo in ristrutturazione, i cui valori in borsa scambiano attorno a 0,26 volte il valore di libro (PTBV), la metà di Unicredit e un quarto rispetto a Intesa Sanpaolo mentre il Paese è a crescita zero. In questo quadro si spiega il cambiamento di passo della politica (Cdu-Spd), a sua volta sotto stress dopo le ultime elezioni regionali che hanno visto correre l'estrema destra e l'estrema sinistra.

Una settimana fa il ministro delle Finanze, il socialdemocratico Olaf Scholz, ha pubblicato un documento in cui spiega che è giunto il momento di concludere l'unione bancaria. E pone alcune condizioni, quelle più dibattute sono un tetto al possesso di titoli di Stato in portafoglio agli istituti di credito e una percentuale contenuta di crediti in sofferenza. Ieri lo stesso Scholz, a Berlino, ha spiegato a Bloomberg che i progressi verso un'unione bancaria all'interno dell'Ue stanno prendendo piede e un accordo quadro potrebbe essere messo nero su bianco entro dicembre.

Scholz ha precisato che "non appena la nuova presidenza e la nuova commissione dell'Unione europea sono pronte, bisogna siglare tutti gli accordi necessari e iniziare i lavori sul progetto". Al 5 del mese prossimo è prevista la riunione dei ministri delle finanze dell'Eurozona a Bruxelles, dove si tratterà anche il tema del completamento dell'unione.

Ed è su questo argomento che il quotidiano tedesco Die Zeit ha intervistato Isabel Schnabel, l'economista di Dortmund che ha preso il posto da poco a Francoforte dopo le dimissioni di Sabine Lautenschläger. Il titolo è già indicativo: "E' nel nostro interesse". L'intervista spiega perché Schnabel ritiene che le preoccupazioni sull'assicurazione dei depositi dell'Ue siano ingiustificate. Il membro del board della Bce viene puntellata più volte sul tema delle banche italiane, spesso sull'orlo dell'insolvenza, che se ne approfitterebbero dell'unione bancaria per scaricare sulle spalle di Paesi più solidi le proprie difficoltà.

Ma Schanbel è chiara. E infatti ribatte che 
"questa affermazione si fonda sul presupposto che le banche tedesche stanno andando molto bene e che invece quelle italiane si trovano in cattive acque. 
Questo non è vero. 
Anche nel nostro Paese (la Germania ndr) ci sono istituti che non paiono molto brillanti. Inoltre, secondo i piani del Ministero delle finanze tedesco, l'assicurazione europea dei depositi funzionerà come una polizza di riassicurazione. E questo minimizza il rischio".

Infatti, "come una compagnia di assicurazione auto, ci sarebbe una specie di franchigia. In caso di danni, le garanzie di deposito nazionali dovrebbero essere le prime a intervenire. Solo se i fondi nazionali fossero esauriti, allora la liquidità arriverebbe dal fondo europeo, ma solo come prestito. A questo punto, vorrei andare oltre, dovrebbe anche essere possibile subire perdite".

Per Schnabel "si dovrebbe collegare l'entità di questi contributi da parte del sistema bancario al rischio: quindi gli istituti con un modello di business rischioso o le banche di Paesi con istituzioni deboli e regimi di insolvenza inefficienti dovrebbero versare contributi più elevati rispetto alle banche solide in Paesi con buone istituzioni". (riproduzione riservata)

Nessun commento:

Posta un commento