L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 novembre 2019

L'economia non sta bene - La Banca del Giappone potrebbe abbassare i tassi

GIAPPONE. Probabile taglio dei tassi per la guerra commerciale globale

novembre 4, 2019


La Banca del Giappone potrebbe tagliare i tassi d’interesse in futuro, riflettendo i timori che i rischi globali potrebbero pesare sulla fragile ripresa del paese. L’annuncio è arrivato dopo che la Federal Reserve statunitense ha tagliato il tasso d’interesse di riferimento per la terza volta consecutiva mentre misura i rischi economici.

Nella sua cosiddetta “guida in avanti”, un segnale che la banca centrale dà al mercato sulle sue future decisioni politiche, la BoJ ha detto che si aspetta che i tassi «rimangano ai livelli attuali o inferiori». In precedenza non aveva fatto riferimento alla possibilità di livelli più bassi, affermando invece che si aspettava di mantenere «i tassi attuali estremamente bassi per un periodo di tempo prolungato, almeno fino alla primavera del 2020».

L’annuncio ha lasciato cadere il riferimento a quel lasso di tempo, suggerendo che un cambiamento potrebbe arrivare quanto prima. La banca centrale giapponese ha avvertito che la ripresa dell’economia globale potrebbe essere ritardata «principalmente a causa dell’intensificarsi degli attriti commerciali Usa-Cina e dei rallentamenti» nelle economie emergenti, compresa la Cina, riporta Asia Times.

«L’economia giapponese dovrebbe crescere temporaneamente ad un ritmo un po’ più lento del suo potenziale», riflettendo la debolezza delle esportazioni e l’aumento dell’imposta sulle vendite che è entrato in vigore il 1° ottobre, ha detto.

La Banca ha inoltre rivisto al ribasso le previsioni di inflazione e di crescita della terza economia mondiale.

BoJ ha detto che i prezzi dovrebbero salire dello 0,7 per cento nell’anno fino a marzo 2020, in calo rispetto alla precedente previsione dell’1,0 per cento, e ben al di sotto del suo obiettivo del due per cento, che dura da anni; ha anche rivisto al ribasso la sua previsione per l’anno successivo all’1,1 per cento, passando dall’1,3 per cento, e ha abbassato la sua proiezione per l’anno a marzo 2022 dall’1,6 per cento all’1,5 per cento.

Maddalena Ingroia 

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