L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 novembre 2019

Mes inaccettabile - meccanismo avvoltoio per papparsi l'Italia. Mandanti francesi e tedeschi

Il Mes spiegato facile come uno tsunami prossimo venturo. L’articolo di Liturri

28 novembre 2019


Cos’è il Mes? E come funziona? L’articolo dell’analista Giuseppe Liturri con gli effetti negativi del Meccanismo europeo di stabilità (anche se oggi Gualtieri in Parlamento ha minimizzato…)

Bisogna ammetterlo. Esiste un’oggettiva difficoltà a confrontarsi con la riforma del Trattato che disciplina il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes).

Il testo emendato consta di 48 articoli e numerosi allegati le cui modifiche prendono altre 39 pagine e che solo da alcuni giorni i parlamentari hanno ricevuto in lingua italiana.

I temi sono tecnicamente complessi e molto articolati. Basti pensare che disciplinano 
  1. sia un meccanismo di sostegno al fondo unico di risoluzione delle crisi bancarie 
  2. che vere e proprie linee di credito a favore degli Stati.

È bastato ascoltare qualche audizione parlamentare (Galli, Giacché) e il dibattito, spesso confuso, che ne è seguito per avere idea delle difficoltà che potrebbe avere il grande pubblico.

Allora conviene fare un tentativo eterodosso, tra il serio ed il faceto.

Cos’è il Mes?

Immaginate che gli abruzzesi un giorno decidano di definire regole e procedure per gestire l’arrivo di uno tsunami in Molise fino ad allora mai toccato da tale evento disastroso.

Tale insieme di regole viene subito visto con stupore e preoccupazione dai residenti che, confidando nella clemenza della natura, hanno costruito tante abitazioni lungo la fascia costiera e non hanno mai avuto problemi in tal senso. Hanno solo destato l’invidia dei vicini dell’Abruzzo che hanno sempre vissuto col terrore di quella calamità ed hanno costruito un po’ meno.

Tali regole prevedono che si alzino delle barriere frangiflutti solo se le abitazioni sulla spiaggia dimostrano di essere solide a prova di tsunami o, in mancanza, si proceda preventivamente all’abbattimento di tutte le abitazioni entro 3 km dal bagnasciuga così che serva da punizione per aver costruito tante abitazioni sulla costa, confidando nella clemenza del mare. Tali regole provocano subito le rimostranze degli abitanti del Molise che non hanno voglia di pagare per un pericolo che non esiste e per di più ritrovarsi a non poter beneficiare delle barriere perché, se le loro casette fossero valutate fragili, dovrebbero preventivamente abbatterle. E poi, chiedono, chi valuta se le abitazioni reggono? Poiché le barriere protettive sono state costruite in consorzio con i vicini più grandi che hanno costruito meno, decide il consorzio, dove questi ultimi hanno l’ultima parola. E qui i Molisani si arrabbiano assai: come è possibile pagare per una protezione il cui accesso è penalizzante proprio per quelli che potrebbero averne più bisogno?

Ma gli abruzzesi non ne vogliono sapere ed avvertono minacciosi che se i molisani non approvassero le regole, tutti sospetterebbero che le loro case sono fragili, e quindi non avrebbero più mercato e perderebbero di valore. I Molisani, obtorto collo, capitolano.

Cosa accade dopo l’entrata in vigore di quelle regole?

Molti molisani, proprietari di casette sulla costa, cominciano a credere che l’arrivo dello tsunami non sia più un evento impossibile. Soprattutto, temono che la mancata attivazione delle barriere protettive o anche la loro preventiva attivazione alle condizioni sopra esposte, determinerà comunque un danno per le loro proprietà. Allora cominciano a vendere, uno dopo l’altro. In breve tempo il loro valore crolla e quelle belle casette sul bagnasciuga diventano solo un bel ricordo.

A quel punto, i vicini abruzzesi possono acquistare chilometri di spiaggia con belle casette a prezzi stracciati ed i poveri molisani si ritrovano rifugiati in collina in capanne col tetto di foglie e fango.

Absit iniura verbis.

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TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DI START SUL MES:














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