L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 novembre 2019

Mes truffa legalizzata, dai traditori, contro l'Italia

Alto tradimento

di ilsimplicissimus
16 novembre 2019

Suona il campanello e vi trovate di fronte invece che all’ennesimo venditore di servizi a un compunto assicuratore il quale vi vuole vendere un nuovo e rivoluzionario tipo di polizza sugli imprevisti finanziari e sulle intoppi alla vostra attività: ogni anno versate un premio di una certa entità, ma se qualcosa andasse storto e vi trovaste in difficoltà l’assicurazione interverrebbe prestandovi i soldi che avete già versato come premio o poco più. Prima però di poter avere questo denaro dovrete ridurre drasticamente il vostro tenore di vita, rinunciare alle spese sanitarie o a quelle scolastiche per i propri figli, ipotecare l’impresa e se necessario o compatibile mandare vostra moglie a battere. A questo punto non sapreste se chiamare la polizia perché vi trovate di fronte a un camorrista o il manicomio perché si tratta di un pericoloso alienato, ma mentre state decidendo il tizio tira fuori un tesserino dell’ Unione Europea e vi assicura che è tutto normale, comprensibile, logico e che anzi che questo tipo di polizza è obbligatoria.

Questo infatti è il nuovo meccanismo del Mes, ovvero il Meccanismo europeo di stabilità il quale prevede che gli stati in difficoltà, ovvero quelli che una cupola finanziaria ordoliberista decide che debbano esserlo, prima di avere in prestito i soldi che hanno già versato in precedenza, siano costretti a una serie draconiana di tagli e di macelleria sociale per ristrutturare il proprio debito, secondo criteri stabiliti dall’Unione e che sono assolutamente irrealistici.

Secondo molti osservatori, come ad esempio Scenari economici, questa nuova normativa è stata pensata specificamente contro l’Italia la quale in caso di difficoltà prima di essere aiutata dovrà chiudere ospedali, scuole e servizi, aumentare le tasse secondo le indicazioni direttamente provenienti da Bruxelles e mandare al macero quel po’ di welfare che le rimane. Dovrà insomma diventare la nuova Grecia. Ma questo per l’appunto dimostra come le istituzioni europee siano ormai del tutto impazzite e di fronte alla possibilità imminente di una nuova crisi non riescano a pensare altra via d’uscita se non stringere lo stesso cappio che ha provocato il declino e la stagnazione. Questo la dice lunga sull’ angustia intellettuale e morale nella quale si è costruita la Ue di Maastricht, la quale in fin dei conti ha nascosto dietro alcuni ideali di facciata un tentativo di politica neo reazionaria, sostanzialmente incarnata dalla moneta unica.

Tuttavia il fatto che in Germania – dove si assiste al rapido declino del modello mercatista e dove l’ossessione del bilancio ha provocato non solo vaste sacche di povertà e di disuguaglianza, ma un invecchiamento delle infrastrutture e la perdita di occasioni storiche come l’industria digitale – si stia pensando a un aumento della spesa pubblica e dunque a un cammino del tutto inverso rispetto a quello indicato dalla dottrina ufficiale imposta a tutti gli altri, mette in evidenza anche un’altra cosa: che lo sfaldarsi delle concezioni fondative dell’Ue di Maastricht di fronte all’inesorabile realtà, ha lasciato sempre più spazio a una corsa per l’egemonia. Questa era stata in qualche modo sempre presente dietro le quinte dello spettacolo unionista, palesandosi sotto false spoglie nel massacro della Grecia, ma ora assume caratteri decisamente evidenti ed entra in scena senza travestimenti: è chiaro che le grandi banche tedesche sempre sull’orlo di una crisi sistemica vedono nell’enorme massa del risparmio privato italiano, di gran lunga il più significativo del continente, un irresistibile tentazione. E Berlino farà di tutto per accontentarle ben sapendo che la massa di derivati che hanno in pancia supera di molte volte il pil tedesco e rappresenta l’altra faccia di quella medaglia di virtuosità apparente che il Paese vuole dare. Inoltre ci sono ancora pezzi dell’economia italiana che fanno gola: dunque il nuovo meccanismo del Mes risponde perfettamente a questo scopo.

Ovviamente su sollecitazione di carton Mattarella, Giovanni Tria ministro delle finanze del precedente governo Conte, ha subito firmato le modifiche al meccanismo che sono destinate alla scalata del Paese. Era scontato che accadesse visto che il governo Lega – M5S aveva pensato bene di chiamare a questa carica uno degli esemplari del più lutulento conservatorismo economico e di quel notabilato ottuso e pluri servile che domina il Paese da trent’anni, insomma un esemplare del ceto che meno è in grado di comprendere la natura economica e politica della crisi che ci attraversa. In ogni caso esso fa parte di quel mondo mentale ed morale che potremmo accostare per similitudine etica al badoglismo: la loro stessa esistenza è un alto tradimento.

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