L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 novembre 2019

Mes - Un euroimbecille convinto al ministero dell'economia e finanza, ci vende con il sorriso sciocco ai tedeschi-francesi

Il Mes? Ottimo (per il ministro Gualtieri). Pessimo (per Borghi della Lega)



Che cosa ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione al Senato sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes). E come il leghista Claudio Borghi ha commentato le parole del ministro Pd su Twitter

Che la modifica alle linee di credito precauzionali introdotta dalla riforma del Meccanismo europeo di stabilità “rappresenti una terribile innovazione che definisce due categorie di Paesi, o attenti alla stabilità finanziaria dell’Italia, lo trovo comico”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, durante un’audizione alle commissioni riunite Finanze e politiche Ue a Palazzo Madama.

Le preoccupazioni sul Meccanismo europeo di stabilità, che “adesso in alcuni settori sembra suscitare grande interesse”, sono “del tutto infondate e basate su informazioni non precise e non corrette”, ha aggiunto il ministro.

Il ‘backstop’, ossia la disponibilità del Meccanismo europeo di stabilità ad essere utilizzato dal fondo per le risoluzioni bancarie, “raddoppia” i fondi disponibili per salvare le banche: si tratta dunque “di un successo per l’Italia”.

“Il Meccanismo europeo di stabilità non può occuparsi di politiche economiche” e la volontà del ministero delle Finanze tedesco di farne una sorta di ministero delle Finanze europeo che si occupasse di politiche economiche non ha prevalso nella riforma del trattato istitutivo, ha detto il ministro dell’Economia, smentendo alcune ipotesi dell’opposizione che evocano uno svuotamento di poteri della Commissione europea – organismo più politico – a favore di un organismo tecnico come il Mes.

“L’analisi di sostenibilità del debito – ha proseguito Gualtieri – la continua a fare la Commissione europea assieme al Mes. Chi decide se si da un programma (di salvataggio, ndr) o no sono gli Stati membri, azionisti del Mes, nell’Eurogruppo. Non cambia una virgola nel trattato”.

Le linee portanti della riforma, incluso il testo, sono state concordate all’Eurogruppo di giugno e al successivo Eurosummit, che ha precisato su richiesta dell’Italia che si sarebbe comunque dovuto seguire un approccio complessivo”. Lo ha ribadito – riferendosi alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) – il ministro dell’Economia durante un’audizione a Palazzo Madama. Gualtieri ha sottolineato più volte che il cambiamento principale rispetto al prevedente trattato istitutivo del fondo salva-stati in sostanza uno, è “quello di aggiungere la nuova funzione di backstop all’unione bancaria”.

“Chi scrive che la riforma del trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) introduce una ristrutturazione automatica del debito dice una cosa falsa”, ha detto Gualtieri, riferendosi all’automatismo che avrebbero voluto alcuni Paesi ‘falchi’ e su cui “c’è stato il negoziato più duro, fortunatamente concluso con la vittoria dell’Italia e di altri che hanno detto no”.

ECCO I TWEET DI COMMENTO DEL LEGHISTA CLAUDIO BORGHI

Non ho parole, è già sparito anche il "pacchetto", perchè il MES si approva subito, anzi, è già approvato (???) e gli altri punti basta che sia individuata una ROADMAP.
Questi sono pazzi, sono pericolosi e pensano di ingannare tutto e tutti. #AudizioneGualtieri #MES

Gualtieri: le nuove cacs non implicano la ristrutturazione del debito.
E COME NO!!!
NON E' PIU' POSSIBILE EMENDARE IL MES.
TESTO CHIUSO
Avete capito?
— Claudio Borghi A. (@borghi_claudio) November 27, 2019

Tutto quanto detto da Gualtieri è gravissimo e evidenzia comportamenti che potrebbero anche configurare eversione
Conte ha nei fatti approvato un testo definitivo e inemendabile senza alcun dibattito in parlamento.
Che il presidente si cerchi un avvocato.#AudizioneGualtieri #MES

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DI START SUL MES:














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