L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 novembre 2019

Quando uno stato delega il potere di creare moneta ad un ente straniero sovranazionale, la Bce e i privati del sistema bancario abbiamo creato i presupposti di Eurimbecilandia

Il presidente dell’Authority: “Solo se gestite dallo Stato, queste valute possono svolgere la funzione di mezzo liberatorio dei debiti”. Ma serve aumentare il controllo da parte degli enti di vigilanza

25 Nov 2019
Federica Meta
Giornalista

“Non ci dobbiamo muovere dall’idea che le criptomonete devono essere monopolio pubblico, di questo sono convinto”. E’ la posizione ribadita dal presidente della Consob Paolo Savona questa mattina nella sua lectio su “Innovazione tecnologica e mercati finanziari” all’ Aiaf-Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria. Secondo il numero uno di Consob, “solo criptomonete gestite dallo Stato possono svolgere la funzione di mezzo liberatorio dei debiti. Non potrebbero esserlo quelle create dai privati, salvo che gli Stati non riconoscano questo diritto ai possessori”.

Savona ha ricordato che l’attuale sistema dei pagamenti bancari è costoso e permette la trasformazione della moneta in finanza, trasferendo larga parte dei rischi sui depositanti e solo un minima parte sugli azionisti della banca e sui finanziatori in forme equivalenti (come i titoli subordinati).

“Oggi – ha spiegato – è possibile isolare il sistema dei pagamenti dalle gestioni bancarie creando criptomonete per migliorare efficienza e ridurre il costo delle transazioni. Le banche diverrebbero mere intermediarie di risparmio e il loro principale servizio diverrebbe quello di valutare il merito di credito”. Tra i vantaggi delle criptomonete, il presidente della Consob ha sottolineato che “oltre ai miglioramenti di efficienza e di costo, nell’ipotesi che solo lo Stato abbia accesso al sistema dei pagamenti criptato, verrebbe a cessare l’uso criminale della moneta e sarebbe possibile migliorare la lotta all’evasione fiscale”.

Secondo Savona la finanza è il settore dove le Dlt (Distributed Ledger Technology) e AI “sono destinati a divenire lo strumento principale di contabilizzazione e negoziazione finanziaria, sollevando problemi di competizione tra operatori e di controllo da parte delle autorità”.

Basti pensare – il numero uno della Consob dà i dati – negli Usa “la presenza delle scelte con algoritmi è di circa il 65% e va crescendo”.

Per quanto riguarda invece il ruolo degli enti di vigilanza, Savona ha evidenziato come esistano “universi interessati all’applicazione del Dlt e AI quelli degli operatori di mercato e quelli degli enti pubblici di vigilanza e controllo”.

“Le seconde sono in ritardo rispetto ai primi nel dotarsi delle innovazioni fintech – ha evidenziato il presidente della Consob – I privati – ha detto Savona- stanno investendo elevate risorse per raggiungere la nuova frontiera tecnologica, mentre il settore pubblico resta vincolato dalle attuali normative e mostra esitazioni nel superarle”.

Savona ha poi dettagliato la sua “ricetta” per vincere le sfide poste dalla rivoluzione fintech.

La prima sfida: organizzare le informazioni

Cruciale organizzare le informazioni qualitative e quantitative in un sistema integrato di data base (o data lake). A tal fine occorre avvalersi degli strumenti Dlt (più noti come blockchain) e di schemi statistici standardizzati, che a loro volta richiedono la formazione di un data Catalog (o code repository). Siamo molto indietro a livello interno alle istituzioni e nella collaborazione tra quelle pubbliche e private. Non si riesce a conciliare la tutela della privacy con il diritto all’uso delle informazioni e il dovere di proteggerle (cybersecurity).

La seconda sfida: effetti sul funzionamento del mercato monetario

La moneta è oggi il risultato della base monetaria creata dalle autorità e della sua raccolta in forma di depositi bancari, moltiplicati attraverso il credito concesso dalle banche. La moneta così creata svolge le funzioni di strumento di pagamento; mezzo liberatorio dei debiti; serbatoio di valori. La prima funzione può essere oggi svolta da una moneta criptata come i bitcoin; la seconda è legata al riconoscimento legale della moneta usata, che comporta l’obbligatorietà della sua accettazione come forma di assolvimento dei debiti; la terza riguarda la politica monetaria a cui è affidata la stabilità dei prezzi e l’attività di vigilanza bancaria.

Come agire

  • definire le tecniche da usare per assembleare i data base, quelle da usare per la loro raccolta e il loro mantenimento integro (Dlt) e quelle per la loro elaborazione finalizzata (AI);
  • definire la struttura di accoglimento giuridico e amministrativo dei tre aspetti tecnici del problema;
  • preparare il personale dirigente ed esecutivo per accogliere e gestire la nuova Costituzione economica «tecnologica».
  • socializzare le conoscenze ovunque si formino, creando un insieme liberamente accessibile dei contenuti delle tre tappe;
  • accettare il diritto alla prima vendita delle nuove tecniche da parte di chi le mette a punto, ma non riconoscere privative.

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