L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 28 novembre 2019

Roma - guerra della monnezza - dopo la chiusura di Malagrotta (2 ottobre 2013) silenzio tombale da parte del burocrate Zingaretti, si sveglia quando la mer.a arriva alla bocca e ordina che in quattro e quattr'otto si individui sempre una discarica in un comune che non ha un'area che non sia densamente abitata

ROMA
Rifiuti, blitz di Raggi in Regione: «No discarica a Roma, portarla in altri Comuni»

ROMA > NEWSMercoledì 27 Novembre 2019


La sindaca di Roma Virginia Raggi insieme a presidenti di municipi con un 'blitz' è arrivata davanti al Consiglio regionale del Lazio. «Oggi sono qui in Regione Lazio insieme ai presidenti dei Municipi di Roma per dire una cosa chiara: non vogliamo nuove discariche nella nostra città dopo che per 60 anni Roma ha sopportato il sito di Malagrotta, il più grande d'Europa, e visto che ne esistono già altre attive e capienti nel territorio del Lazio. La Regione faccia chiarezza e ascolti la voce dei tre milioni di cittadini romani», spiega Raggi.

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/rifiuti_roma_news_discarica_raggi_regione_oggi-4889874.html


IL DOPO DISCARICA E I RIFIUTI ALL'ESTERO - 2/5

di Vincenzo Bisbiglia | 7 LUGLIO 2019

Premessa: le fasi principali del ciclo dei rifiuti sono tre: raccolta, trattamento e smaltimento. La prima spetta ai Comuni, la seconda alle società autorizzate dal piano rifiuti della Regione Lazio (da realizzare in una mappa di ‘aree bianche‘ indicate dalle province o città metropolitane). Fra la fase 1 e 2 – raccolta e trattamento – può essercene una intermedia: il “trasbordo” (fase 2 e mezzo), dove i rifiuti aspettano se gli impianti di trattamento sono pieni. Avendo presente questo banale (ma fondamentale) schema, è possibile andare ad analizzare la situazione romana. Con la chiusura di Malagrotta, è venuto a mancare l’ultimo passaggio: lo smaltimento. Discariche e inceneritori già presenti nel resto del Lazio erano troppo piccoli e impossibilitati a coprire le 4.700 tonnellate al giorno di immondizia prodotte dai romani. Sarebbe servito, da parte della Regione Lazio, un aggiornamento immediato del piano rifiuto 2012 firmato dall’ex governatrice Renata Polverini, che però è ancora oggi l’ultimo documento valido in vigore. Gli atti prodotti dalla Pisana negli ultimi sei anni, infatti, sono solo degli aggiornamenti che prevedono la redistribuzione dei quantitativi su previsioni (ottimistiche) di miglioramenti della raccolta differenziata. Così sono arrivati gli accordi con le altre regioni e con i siti esteri. Abruzzo, Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia e perfino Austria, Germania e Portogallo hanno via via smaltito a caro prezzo gli scarti prodotti dai tmb capitolini. Una stangata da 50 milioni l’anno circa che ha portato i romani a pagare la tassa sui rifiuti più alta d’Italia.

Nessun commento:

Posta un commento