L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 3 novembre 2019

Sempre più spesso la Gruber perde il controllo in preda alla sua emotività dovuta a un convicimento ideologico (ben pagato) a prescindere da fatti e logica


Gruber smentita da Borgonovo: ‘Segre non sapeva nulla degli insulti, sui social non c’è’

Video


 
Otto e Mezzo: Lilli Gruber litiga con Francesco Borgonovo
Durissimo botta e risposta sulla commissione Segre a Otto e Mezzo tra la conduttrice Lilli Gruber e il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo.
 
di Domenico Camodeca (articolo) e Sarah Giannelli (video)
Aggiornato il 03 novembre 2019 16:21

Scontro sulla Commissione Segre tra la Gruber e Borgonovo - Video

L’istituzione da parte del Senato di una commissione parlamentare contro il razzismo e l’antisemitismo sta facendo molto discutere. Ultima in ordine di tempo, la furiosa discussione avvenuta durante Otto e Mezzo tra la conduttrice Lilli Gruber e il vicedirettore del quotidiano La Verità Francesco Borgonovo. La mozione che porta il nome della senatrice a vita Liliana Segre è stata infatti approvata con i soli voti dei partiti che compongono la maggioranza.

Il centrodestra, invece, si è astenuto in maniera compatta (l’astensione a Palazzo Madama vale come voto contrario ndr). Una delle motivazioni addotte da Meloni, Salvini e Berlusconi a difesa della loro scelta è quella di voler stare dalla parte della cosiddetta famiglia tradizionale. Il centrodestra ha anche voluto sottolineare che leggi che regolano la materia esistono già. Più o meno la tesi sostenuta da Borgonovo.

Sono state comunque poche le voci che si sono alzate contro questa decisione. Il filosofo sovranista Diego Fusaro, ad esempio, pur difendendo la Segre dai violenti attacchi antisemiti subiti sui social network, la considera “strumentalizzata” dai poteri forti.
Otto e Mezzo: Francesco Borgonovo e Lilli Gruber discutono sulla commissione Segre

Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità, il quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro, è stato ospite della puntata di Otto e Mezzo andata in onda su La7 sabato 2 novembre.

Oggetto di una tesissima discussione con Lilli Gruber è stata la recente istituzione da parte del Senato della commissione Segre, chiamata a combattere ogni forma di razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio. Borgonovo ha difeso la decisione del centrodestra di astenersi perché, ha affermato, va bene la lotta all’antisemitismo, ma non certo limitando la libertà di pensiero di una sola parte Politica.

Il giornalista, dopo aver ricordato che è la stessa Costituzione a vietare ogni forma di odio contro gli ebrei, ha bollato come “commissione politica” quella che porta il nome di Liliana Segre. Insomma, secondo Borgonovo non si può legiferare solo sull’onda dell’emotività “creata ad arte” causata dagli insulti subiti sui social network dalla senatrice di origini ebraiche.
Gruber furiosa: ‘La senatrice Segre ha denunciato 200 insulti al giorno’

Francesco Borgonovo ha fatto riferimento alla notizia che la Segre sia stata fatta oggetto sui social di centinaia di irriferibili insulti a sfondo antisemita.

Ma quella opinione personale, ‘creata ad arte’, è rimasta subito indigesta a Lilli Gruber. “Non si crea niente ad arte - è esplosa la conduttrice di Otto e Mezzo - la senatrice Segre ha denunciato 200 insulti e minacce antisemite al giorno contro di lei”. Puntualizzazione che ha indotto Borgonovo a ricordare che è stata la stessa senatrice a vita, intervistata da La Stampa, a riferire che “lei di quegli insulti non sapeva nulla, non se ne era neanche accorta perché giustamente sui social network non c’è”.

Il giornalista ha poi aggiunto che gli insulti contro di lei sarebbero stati segnalati dall’Osservatorio contro l’antisemitismo che è andato a spulciarsi la rete. A quel punto la Gruber non ha retto, ribadendo con forza che la Segre ha dichiarato che “non ci si può astenere” su un argomento così delicato come ha fatto invece il centrodestra. Ma Borgonovo è rimasto sulle sue posizioni confermando che, a suo modo di vedere, non esiste un’emergenza razzismo in Itlalia e che l’unico scopo della commissione è quello di “controllare e limitare la libertà di espressione”.

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