L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 novembre 2019

Si rimane basiti su questi politici statunitensi


Trump umilia ancora i palestinesi: "Legali gli insediamenti di Israele in Cisgiordania"

Il segretario di Stato Mike Pompeo dà un'incredibile spiegazione: "Abbiamo aumentato le probabilità per la pace". La reazione furente di Mahmoud Abbas

Israele regolarizza gli insediamenti sui territori

globalist18 novembre 2019

Di questo passo ai palestinesi non resterà più nulla se non accettare umiliazioni continue: ora gli Stati Uniti hanno cambiato radicalmente la loro politica verso gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che Washington non considererà più contrari al diritto internazionale.
"Abbiamo aumentato le probabilità per la pace", ha detto il segretario di Stato Mike Pompeo nell'annunciare la decisione che, ha spiegato, è stata presa in base ai "fatti sul terreno" e fornisce un'opportunità ad israeliani e palestinesi di "mettersi insieme e trovare una soluzione a questo problema assillante".
Per Pompeo, la precedente politica, voluta dall'Amministrazione Obama, non ha fatto fare progressi sulla strada della pace. Per il segretario di Stato Usa, la decisione annunciata oggi non pregiudica quello che dovrebbe essere lo status della Cisgiordania in qualsiasi eventuale accordo di pace.


In realtà, dopo il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele e tutte le altre decisioni dell’amministrazione Trump c’è stato uno sbilanciamento a favore di Israele e allontana qualsiasi possibilità per una pace giusta.

Netanyahu esulta
La decisione di Washington "riflette una verità storica". Così l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu commenta l'annuncio fatto dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo sullo status degli insediamenti in Cisgiordania, che Washington non considererà più contrari al diritto internazionale. "La verità storica", afferma Netanyahu nella sua nota, è che "gli ebrei non sono colonialisti stranieri in Giudea e Samaria (la Cisgiordania, ndr). Infatti, ci chiamiamo giudei perché siamo il popolo della Giudea".
Inoltre, prosegue la nota, "la politica dell'Amministrazione Trump è corretta anche nell'affermare che coloro che hanno negato categoricamente qualsiasi base legale per gli insediamenti non solo negano la verità, la storia e la realtà sul terreno, ma fanno arretrare anche la causa della pace, che può essere raggiunta solamente attraverso negoziati diretti tra le parti".

L’ira dei palestinesi
La decisione Usa di non considerare più illegali gli insediamenti israeliani in Cisgiordania "contraddice totalmente" il diritto internazionale. Così Nabil Abu Rudeineh, il portavoce del presidente palestinese Mahmoud Abbas, replica all'annuncio fatto dal segretario di Stato Mike Pompeo. Rudeineh ha lanciato un appello agli altri Paesi affinché "dichiarino la loro opposizione" alla decisione di Washington. Per il portavoce di Abbas, l'Amministrazione Trump "ha perso ogni credibilità".

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