L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 novembre 2019

Superare il paradigma ultra-competitivo proprio del liberismo

Presentazione del libro “L’altra Moneta” di Nino Galloni

19.11.2019 - Partito Umanista


Sabato 23 novembre 2019 alle 16

Open Milano, viale Monte Nero 6, Milano

Organizzato da Partito Umanista di Milano, Partito Umanista Italia, Open Milano, Liberiamo l’Italia

Presentazione del libro “L’ALTRA MONETA” di Antonino Galloni
Womanesimo e Natura ( dall’avere all’essere)
Un nuovo rapporto tra religione, economia e scienza?

I temi affrontati da questo libro di Nino Galloni sono veramente molti, confermando il suo approccio non da semplice “Economista”, ma da pensatore multidisciplinare (e umanista).
Innanzitutto, l’autore analizza le tappe fondamentali dell’evoluzione storica della civiltà umana (Agricola – Industriale – postindustriale e “postcapicalistica”), mettendo giustamente l’accento sulla “fine della scarsità” che negli anni ’60 del secolo scorso apre il campo a un cambiamento di fase: il passaggio all’economia dell’abbondanza.

“Sarebbe bastato uscire anche dalla moneta a debito […] per completare la rivoluzione verso il Mondo Migliore: invece il compromesso fu di lasciare a debito la moneta”.

In sintesi, quando Galloni parla di moneta non emessa a debito, non ne fa solo una questione tecnico-contabile, ma parla di uno strumento di regolazione istituzionale dell’economia che invece di distribuire scarsità, possa distribuire l’abbondanza ormai alla portata di tutte le fasce della popolazione umana.

Nella seconda parte del libro Galloni analizza la situazione attuale del mondo, suddividendo il pianeta in tre aree: i Paesi emergenti ed emersi come la Cina che – per prima tra di essi – sta entrando nella fase postindustriale (l’industria sarà sempre importante, ma domanderà meno risorse a favore dei servizi); i Paesi di più antica industrializzazione che tentano di rilanciare il PIL – come gli USA di Trump – invece di comprendere come occorra un mutamento di paradigmi economici e monetari; i Paesi poveri e in ritardo di sviluppo (ma in forte crescita demografica) che potranno modificare il loro destino se sapranno abbandonare l’esportazione delle materie prime, dei semilavorati e delle merci ad alto contenuto di lavoro sottopagato per far crescere la domanda interna e sostituire le importazioni: solo così si scongiurerà una migrazione di massa verso le realtà considerate più ricche.

Nella terza parte, infine, si apre il campo alle prospettive future: il bivio tra la scomparsa dello Stato e la sua ripresa grazie al rafforzamento dei principi democratici, il superamento del paradigma ultra-competitivo proprio del liberismo, per passare a una cultura basata sulla cooperazione… “forse è venuto il momento di cercare di riassumere le componenti di un possibile cambio di paradigma prossimo venturo, capace di liberare gli umani dal bisogno, dall’isolamento e da ciò che opprime la piena espressione delle loro potenzialità.”

Alcune tra le condizioni poste da Galloni affinché ciò sia possibile hanno a che vedere con la definizione stessa di “Umano”; con la relazione col il divino, sia immanente che trascendente, che dovrà (ri-)“partire dall’interno dell’uomo stesso”; con la relazione tra umanità e natura; con il recuperare e riequilibrare il rapporto tra maschile e femminile nella società umana, superando e correggendo gli errori della fase del patriarcato.

Ovviamente si tratta di tematiche che l’autore non pretende di esaurire nel suo breve saggio: tuttavia mettendole in una relazione strutturale con l’”economico”, in un momento storico sempre più segnato dalla prevalenza ormai para-religiosa e totalizzante dell’economicismo nel vissuto umano, apre il campo a riflessioni orientate al superamento del paradigma attuale verso una società che potremmo definire pienamente “Umanista”.

Evento Facebook, con informazioni sull’autore e modalità di prenotazione.

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