L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 15 novembre 2019

Valori occidentali puah è solo per imbecilli creduloni tipo Hong Kong

ESTERI
LA CASA BIANCA E’ DIVENTATA LA MACELLERIA DI TRUMP

Pubblicato 14/11/2019

DI ALBERTO NEGRI



Trump incontra oggi alla Casa Bianca Erdogan, amico dei jihadisti, al quale lui stesso ha dato via libera per il massacro dei curdi siriani del Rojava. Un altro degli amici suoi, come il principe saudita Mohammed bin Salman, mandante dell’assassino del giornalista Jamal Khashoggi e a sua volta massacratore di yemeniti. La Casa Bianca è la passerella di assassini, macellai e golpisti. I governi europei e italiani approvano senza dire una parola. Non venite più a parlare di valori occidentali. Sotto il pezzo del Financial Times diretto ora da un’araba dell’establishment alla quale i giornali nostrani, emblema del provincialismo, elevano peana senza neppure conoscerla.
 

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