L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 dicembre 2019

6G Intelligenza artificiale Informatica quantistica - è guerra vera è guerra totale, niente illusioni

Il 5G? Vecchio. Huawei, Intel, Ntt e Sony guardano già al 6G

9 dicembre 2019


Tutte le ultime novità sul fronte del 6G. Fatti, nomi e scenari

Il 5G è appena nato ma già si sta facendo un gran parlare della prossima generazione di connessioni in rete, il 6G, sopratutto in Cina dove Huawei sta già lavorando al dopodomani.

IL PROBLEMA DELLA SICUREZZA

La questione è importante soprattutto alla luce dei contrasti tra Stati Uniti e Cina su Huawei per le discussioni di sicurezza nazionale sulle informazioni veicolate tramite le reti cinesi: Washington sta, infatti, cercando di bloccare l’uso di apparecchiature 5G in tutti i Paesi alleati. Ma, ammette Axios, “politici e gli esperti temono che gli Stati Uniti non siano preparati a sfidare il dominio cinese nelle prossime ondate di tecnologia acuendo le preoccupazioni Usa per la sicurezza nazionale”.

PER IL 6G STESSA DINAMICA DEL 5G

La questione è delicata perché al momento attuale, né gli Stati Uniti né gli alleati più vicini producono apparecchiature di telecomunicazione 5G per competere con Huawei nel business globale. “E la stessa dinamica giocherà con il 6G e altri mercati, a meno che gli Stati Uniti non prendano oggi misure a lungo termine per sfidare la potenza produttiva cinese”.

IN CINA CREATI DUE TEAM PER LA RICERCA 6G

In effetti, il ministero cinese della Scienza e della tecnologia ha annunciato ai primi di novembre “di aver formato due team per supervisionare la ricerca e lo studio del 6G, segnando l’inizio ufficiale di uno sforzo sostenuto dallo stato per accelerare lo sviluppo della tecnologia, – si legge su Quartz -. Un team è composto da dipartimenti governativi che saranno incaricati di portare a termine l’esecuzione della tecnologia 6G, mentre l’altro è composto da 37 esperti di università, istituzioni scientifiche e società, che forniranno consulenza tecnica per le principali decisioni del governo in merito al 6G”.

AL VIA ANCHE PARTNERSHIP TRA SONY, NTT E INTEL SUL 6G

Nel frattempo, riporta il sito di Nikkei, “Sony, NTT e Intel formeranno una partnership per lavorare sulla tecnologia di rete mobile 6G, che dovrebbe essere introdotta intorno al 2030. Il trio vuole creare un’organizzazione per la sesta generazione negli Stati Uniti entro la prossima primavera. I tre partner intendono invitare altre importanti società globali a partecipare, compresi i player provenienti dalla Cina”. Uno degli obiettivi è anche quello di “sviluppare semiconduttori più avanzati. L’iniziativa potrebbe anche mettere fine alle lamentele sulla durata della batteria del telefono: le aziende sperano di creare smartphone che possano durare fino a un anno con una singola carica”.

STANDARD 6G SARANNO DECISI TRA QUALCHE ANNO

Se da un lato “Sony e NTT sperano di guadagnare un vantaggio collaborando con Intel” dall’altro, sottolinea ancora Nikkei, occorre ricordare che “le specifiche dei chip 6G e gli standard di telecomunicazione saranno decisi tra qualche anno. A titolo di prova, NTT ha già prodotto con successo chip funzionanti, consumando un centesimo della potenza utilizzata dai chip convenzionali. La società intende utilizzare la partnership per accelerare i progressi verso la produzione di massa”.

5G PER ORA FUNZIONA SOLO IN COREA DEL SUD, ALCUNE CITTA’ USA E TRA POCO ANCHE IN CINA

“Mentre il 5G è già attivo e funzionante in Corea del Sud e in alcune città degli Stati Uniti, e le compagnie aeree cinesi stanno per lanciare la più grande rete 5G del mondo questa settimana, le società di telecomunicazioni giapponesi hanno in programma di iniziare i loro nuovi servizi la prossima primavera – si legge ancora su Nikkei -. Nel frattempo, aziende occidentali come il chipmaker statunitense Qualcomm, la finlandese Nokia e la svedese Ericsson stanno cercando di recuperare terreno su Huawei”.

A OSAKA VELOCITA’ DA 30 GIGABIT AL SECONDO

Intanto “nei laboratori dell’Università di Osaka un tema di ricerca specializzato in tecnologia wireless è riuscito a trasferire dati alla velocità di 30 gigabit al secondo”, scrive ilfattoquotidiano.it. “Il professor Masayuki Fujita, che è a capo del progetto e co-firmato il documento scientifico di presentazione, ha spiegato che ‘questa tecnologia può essere utilizzata in un’ampia gamma di applicazioni, oltre alla comunicazione wireless 6G di nuova generazione. Questi includono il rilevamento spettroscopico, l’ispezione non distruttiva e il radar ad alta risoluzione’”.

LA SICUREZZA SI MISURERA’ ANCHE SU IA E INFORMATICA QUANTISTICA

Il 6G, comunque, non è l’unica tecnologia emergente con implicazioni per la sicurezza nazionale. “Altre includono l’IA e l’informatica quantistica, e la Cina sta finanziando la ricerca in entrambe queste aree con l’obiettivo di dominare il mercato. Una politica industriale pragmatica significherebbe difendere tutte queste tecnologie, ha detto Michael Daniel, CEO della Cyber Threat Alliance ed ex coordinatore della sicurezza informatica per la Casa Bianca di Obama”, ha sottolineato Axios.

Nessun commento:

Posta un commento