L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 9 dicembre 2019

Assad censurato dalla Rai

Il giallo dell'intervista a Assad: perché la Rai non la mette in onda?

L'ex presidente della Rai, Monica Maggioni, ha intervistato il presidente siriano Bashar al Assad. Ora però la tivù di Stato pare non trovare spazio per metterla in onda. Damasco: "Un tentativo di nascondere la verità"

Matteo Carnieletto - Dom, 08/12/2019 - 10:23

Un vero e proprio giallo unisce Damasco a viale Mazzini. Tutto inizia il 26 scorso, quando l'ex presidente della Rai, Monica Maggioni, vola nella capitale siriana per intervistare il presidente Bashar al Assad.



Un'intervista lunga, che va a completare quella fatta nel 2013, quando il governo sembrava vacillare sotto i colpi dei ribelli e la minaccia jihadista. Un vero e proprio colpo giornalistico, quello dell'allora numero uno della tivù pubblica, che ora però pare non esser stato replicato.

Già, perché l'intervista - molto lunga nella sua versione integrale, secondo quanto appreso da ilGiornale.it - pare esser stata messa da parte. L'amministratore delegato dell'emittente di Stato, Fabrizio Salini, ha commentato così i rumor apparsi nei giorni scorsi: "L'intervista al presidente siriano Bashar al Assad, realizzata dall’Ad di RaiCom, Monica Maggioni, non è stata effettuata su commissione di alcuna testata Rai . Pertanto non poteva venire concordata a priori una data di messa in onda". Parole che, però, non trovano conferma nella realtà, secondo quanto appreso da ilGiornale.it: "Non sappiamo ciò che sta accadendo, ma continuano a rimandare la messa in onda dell'intervista senza alcuna spiegazione chiara. (La Maggioni, Ndr) era ansiosa di pubblicare l'intervista ed era stata già concordata una data: il 2 dicembre". Il presidente della Rai, Marcello Foa, secondo quanto riporta un'indiscrezione dell'Agi, si sarebbe detto irritato per l'accaduto, anche perché non sarebbe stato mai informato dalla presidente di RaiCom.

Nella serata di ieri, è intervenuta ufficialmente la presidenza siriana, con un comunicato diffuso sulla propria pagina Facebook: "Il 26 novembre 2019, il presidente Al Assad ha rilasciato un'intervista alla Ceo della Rai, Monica Maggioni. Si era stabilito che l'intervista sarebbe andata in onda il 2 dicembre su Rai News 24 e sui media nazionali siriani. La mattina presto del 2 dicembre, abbiamo ricevuto una richiesta, per conto di RaiNews24, di ritardare la trasmissione senza una chiara spiegazione".

Secondo quanto fanno sapere i siriani, ci sarebbero state due richieste di delucidazioni da parte di Damasco per comprendere i reali motivi di questo ritardo. Domande rimaste senza alcuna risposta, però: "È un altro esempio dei tentativi occidentali di nascondere la verità sulla situazione in Siria". E poi: "Se Rai News 24 continuerà a rifiutare di trasmettere l'intervista, l'Ufficio politico e dei media della presidenza siriana trasmetterà per intero l'intervista, lunedì 9 dicembre 2019 alle 21:00, ora di Damasco".

Secondo una ricostruzione fornita dall'Agi, confermata anche da fonti in Rai de ilGiornale.it, tutto sarebbe sarebbe saltato in 24 ore, tra l'1 e il 2 dicembre scorso, quando la Maggioni propone l'intervista al direttore di RaiNews24, Antonio Di Bella, che la reputa interessante e attiva la redazione Esteri del canale all news per allestire uno speciale. Vengono coinvolti anche la corrispondente da Istanbul Lucia Goracci e Francesco Strazzari, professore associato di Relazioni Internazionali alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. In poche ore però salta tutto e l'intervista non viene messa in onda.

Ed è a questo punto che ci troviamo davanti a quello che è il vero e proprio mistero che ruota attorno a questa intervista. Ovvero: chi l'ha bloccata? Fonti interne alla Rai, contattate da ilGiornale.it, spiegano infatti che a far saltare defintivamente l'intervista della Maggioni sarebbe stato l'Usigrai, il potente sindacato dei giornalisti Rai, che avrebbe posto il veto in quanto l'amministratore delegato di RaiCom non avrebbe alcun ruolo all'interno delle redazioni della tivù di Stato. In quest'ottica andrebbe allora letto il duro comunicato rilasciato dall'Usigrai in cui si chiede alla Rai di fare chiarezza con urgenza: "Chiarito che nè Rainews24 nè alcuna altra testata della Rai ha commissionato l'intervista al presidente della Siria Assad, nè quindi ha preso impegni a trasmetterla, chi ha assunto accordi con la Presidenza della Siria per conto della Rai? E perchè? Fermo restando che non si può cedere ad alcun ultimatum da parte di nessuno, men che meno da parte del capo dello Stato di un Paese straniero, siamo di fronte a una vicenda imbarazzante". Una versione confermata anche da altre fonti della Rai, secondo cui la Maggioni avrebbe incassato l'ok da Salini per l'intervista ad Assad, senza però condividere l'iniziativa con i colleghi della tivù di Stato.

Anche chi scrive, nel 2016, ha concordato con l'ufficio della presidenza siriana le tempistiche per l'uscita dell'intervista, fatta in esclusiva per Gli Occhi della Guerra (oggi InsideOver) ad Assad. Una formalità pensata dagli uffici di Damasco per non "bruciare" le testate che intervistano il presidente. Che ora forse dovrà esser disattesa...
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Aggiornamento delle 12.24 dell'8 dicembre 2019: una prima versione dell'articolo faceva riferimento a un'intervista della Maggioni ad Assad del 2015. In realtà era stata realizzata due anni prima, nel 2013. Ci scusiamo con i lettori per l'errore.

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