L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 dicembre 2019

Bombe umanitarie in Siria e Iraq Gli Stati Uniti non si smentiscono

Gli Stati Uniti bombardano Siria e Iraq: “Attacchi difensivi”

30 dicembre 2019

Foto OMAR HAJ KADOUR/AFP via Getty Images

L’ esercito degli Stati Uniti ha fatto sapere di aver compiuto una serie di “attacchi difensivi” in Iraq e in Siria contro il gruppo armato Hezbollah, accusato dagli USA di sostenere l’Iran. Gli obiettivi, tre in Iraq e due in Siria, includevano strutture di deposito di armi e posizioni di comando che, secondo gli USA, sarebbero state di supporto all’Iran. Secondo fonti irachene nell’offensiva sarebbero morte almeno 25 persone: tra loro, pare, 4 comandanti di Hezbollah.

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato di aver informato il presidente Donald Trump sugli attacchi. “Non sopporteremo più che la Repubblica islamica dell’Iran intraprenda azioni che mettano in pericolo uomini e donne americani”, ha dichiarato. Parole che si riferiscono, in particolare, all’attacco missilistico verosimilmente condotto da Hezbollah che lo scorso venerdì ha ucciso un appaltatore civile americano e ferito quattro membri dei servizi statunitensi, nonché due membri delle forze di sicurezza irachene nei pressi della città ricca di petrolio di Kirkuk. Fondati o meno che fossero i sospetti americani nei confronti dell’Iran e dei suoi sostenitori in Iraq e Siria, la risposta è stata forte. Il rischio, quasi una certezza, è quello di una contromossa iraniana

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