L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 1 dicembre 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Litio per questo era necessario pagare lo stato maggiore boliviano a peso d'oro per tradire Morales, il popolo, la propria Nazione, cosa che hanno fatto puntualmente

La Cina, gli USA e la geopolitica del Litio

di F. William Engdahl*
29 novembre 2019

Da diversi anni, dopo la richiesta globale di sviluppo su larga scala dei veicoli elettrici, l'elemento Litio è diventato un metallo strategico. La domanda è al momento enorme in Cina, nell'UE e negli Stati Uniti, e l'esigenza di garantire il controllo sulle forniture di litio sta già dando alla luce una propria geopolitica, non diversamente da quella legata al controllo del petrolio.
La Cina si sposta verso fonti sicure

Per la Cina, che ha fissato tra i suoi obiettivi importanti quello di diventare il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici, lo sviluppo di materiali per batterie al litio è una priorità per il tredicesimo piano quinquennale (2016-20). Anche se la Cina ha le proprie riserve di litio, la scorta è limitata, e il paese è sbarcato all'estero per assicurarsi diritti di estrazione mineraria del materiale.

In Australia, la società cinese Talison Lithium, controllata da Tianqi, possiede le riserve di Spodumene, le più grandi e di più alta qualità del mondo, nel Greenbushes, in Australia occidentale, vicino a Perth.

Talison Lithium Inc. è il più grande produttore mondiale di litio primario. Il loro sito Greenbushes in Australia produce oggi circa il 75% delle richieste di litio della Cina e circa il quaranta per cento della domanda mondiale. Oltre ad altre materie prime vitali per l'Australia, ciò ha reso le relazioni con l'Australia, tradizionalmente un fermo alleato degli Stati Uniti, di importanza strategica per Pechino. Inoltre, la Cina è diventata il più grande partner commerciale dell'Australia.

Tuttavia, la crescente influenza economica della Cina nel Pacifico intorno all'Australia ha portato il Primo Ministro Scott Morrison a inviare un messaggio di avvertimento alla Cina di non cercare sfide nel cortile di casa strategico dell'Australia. Alla fine del 2017 l'Australia, con crescente preoccupazione per l'espansione dell'influenza cinese nella regione, ha ripreso la cooperazione informale all'interno di quello che talvolta viene chiamato il Quad, con USA, India e Giappone, facendo rivivere un vecchio tentativo di controllare l'influenza cinese nel Pacifico meridionale. L'Australia ha anche recentemente aumentato i prestiti alle nazioni strategiche delle isole del Pacifico per contrastare i prestiti della Cina. Tutto questo rende chiaramente doveroso per la Cina spostarsi globalmente in altri siti per assicurarsi il suo litio, al fine di diventare l'attore chiave nella emergente economia EV (electric vehicles n.d.t.) nel prossimo decennio.

Mentre lo sviluppo dei veicoli elettrici è diventato una priorità nella pianificazione economica cinese, la ricerca del litio sicuro si è rivolta al Cile, altra fonte importante di litio. La Cina sta accumulando una quota importante della Sociedad Quimica Y Minera (SQM), uno dei maggiori produttori mondiali di litio. Se la Cinese Tianqi riesce a ottenere il controllo di SQM, cambierà la geopolitica del controllo mondiale del litio, secondo rapporti del settore minerario.

La fornitura globale di metallo di litio, una componente strategica delle batterie agli ioni di litio utilizzate per alimentare i veicoli elettrici (EV) è concentrata in pochissimi paesi.

Per dare un'idea della potenziale domanda di litio, la batteria per Tesla Modello S richiede 63 chilogrammi di carbonato di litio, abbastanza per alimentare circa 10.000 batterie di telefono cellulare. In un recente rapporto, la banca Goldman Sachs ha chiamato il carbonato di litio la nuova benzina. Secondo Goldman Sachs, un solo aumento dell'1 per cento della produzione di veicoli elettrici potrebbe aumentare la domanda di litio di oltre il 40 per cento dell'attuale produzione globale. Con molti governi che richiedono minori emissioni di CO2, l'industria automobilistica globale sta espandendo massicciamente piani per gli EVs nel prossimo decennio, il che renderà il litio potenzialmente strategico, come lo è oggi il petrolio.

L'Arabia Saudita del Litio?

Anche la Bolivia, il cui litio è molto più complicato da estrarre, è diventata negli ultimi anni un obiettivo di interesse per Pechino. Secondo alcune stime geologiche, le riserve di litio boliviane sono le più grandi al mondo.

Dal 2015 una società mineraria cinese, la CAMC Engineering Company, gestisce un grande impianto in Bolivia per produrre cloruro di potassio come fertilizzante. Ciò che la CAMC minimizza è il fatto che sotto il cloruro di potassio ci sono le più grandi riserve di litio conosciute al mondo, nelle saline Salar de Uyuni, una delle 22 saline in Bolivia. La cinese Linyi Trade nel 2014 ha costruito un impianto pilota di batterie al litio nello stesso sito.

Nel febbraio 2019 il governo di Morales ha firmato un altro accordo sul litio, con la cinese Xinjiang TBEA Group Co Ltd, che deterrà il 49 per cento di una joint venture pianificata con la società statale boliviana YLB. L'obiettivo di tale accordo è quello di produrre litio e altri materiali provenienti dalle pianure salate di Coipasa e Pastos Grandes per il valore di circa $2.3 miliardi di euro.

In termini di litio, la Cina ha finora dominato la nuova grande sfida per il suo controllo globale. Le compagnie cinesi ora controllano quasi la metà della produzione globale di litio e il 60 per cento della capacità di produzione di batterie elettriche. Entro un decennio, Goldman Sachs prevede che la Cina potrebbe fornire il 60 per cento degli EVs del mondo. In breve, il litio è una priorità strategica per Pechino.

Rivalità tra USA e Cina sul Litio?

L'altro attore principale odierno a livello globale nell'estrazione del litio sono gli Stati Uniti. Albemarle, una società di Charlotte, North Carolina, dotata di un impressionante consiglio di amministrazione, ha importanti miniere di litio in Australia e Cile, in particolare, proprio come la Cina. Nel 2015 Albemarle è diventata un attore dominante nel settore minerario mondiale del litio quando ha acquistato la società statunitense Rockwood Holdings. In particolare, Rockwood Lithium ha realizzato operazioni in Cile nella Salina di Atacama, e nella stessa miniera Greenbushes in Australia, dove la cinese Tianqi Industry Group possiede il 51 per cento. Questo ha dato ad Albemarle una quota del 49% del grande progetto australiano sul litio, in collaborazione con la Cina.

Quello che comincia a diventare chiaro è che le tensioni USA-Cina sui piani economici cinesi includono probabilmente anche l'esigenza di contrastare l'influenza della Cina nel controllo delle principali riserve strategiche di litio. Il recente colpo di stato militare in Bolivia, che ha costretto Evo Morales all'esilio messicano, sin dalle prime evidenze, mostrava le impronte digitali di Washington. L'ingresso del presidente ad interim Jeanine Áñez, una cristiana di destra, e del milionario di destra, Luis Fernando Camacho, segna una brutta svolta a destra nel futuro politico del paese, apertamente appoggiata da Washington. Tra le altre questioni cruciali vi sarà quella se il futuro governo annullerà gli accordi di estrazione del litio con le società cinesi.

Anche l'annullamento della riunione del 16 novembre in Cile dell'APEC, che avrebbe dovuto prevedere un vertice sul commercio tra Trump e Xi Jinping, assume un diverso significato. Secondo il South China Morning Post, l'incontro avrebbe dovuto essere anche la sede di importanti accordi commerciali tra Cina e Cile. La prevista delegazione di Xi avrebbe incluso 150 capi aziendali e prevedeva di firmare importanti accordi economici, implementando ulteriormente i legami economici tra Cile e Cina, cosa che gli Usa temevano.

L'esplosione di proteste di massa in tutto il Cile, volte ad opporsi all'aumento delle tariffe di trasporto pubblico del governo, porta i segni di simili contraddizioni economiche, utilizzati in altri paesi da Washington per innescare rivoluzioni colorate. Le proteste hanno avuto l'effetto a breve termine di cancellare il vertice APEC in Cile. Il ruolo attivo delle ONG finanziate dagli Stati Uniti nelle proteste in Cile non è stato confermato, ma le crescenti relazioni economiche tra Cile e Cina non sono chiaramente viste come positive da Washington. Lo sfruttamento del litio cinese in Cile a questo punto è un fattore geopolitico strategico poco discusso, che potrebbe essere bersaglio di interventi di Washington, nonostante l'economia del libero mercato del governo attuale.

A questo punto, ciò che è chiaro è che esiste una battaglia globale per il dominio del mercato delle batterie degli EV del futuro e il controllo del litio è al centro di essa.
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
*) F. William Engdahl è docente e consulente di rischi strategici, ha una laurea in Scienze Politiche presso l'Università di Princeton ed è un autore di best-seller su petrolio e geopolitica, scrive in esclusiva per la rivista online "New Eastern Outlook" dove questo articolo è stato originariamente pubblicato. È un frequente collaboratore di Global Research.

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