L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 dicembre 2019

I privati mandano a catafascio la banca e i soldi pubblici la devono salvare, i banchieri continuano la loro vita con le tasche piene

Popolare di Bari, 900 milioni per salvarla e creare una Banca di Investimento


A prevederli è il decreto approvato dal consiglio dei ministri. Di Maio: "Basta casi Etruria, se si interviene, nazionalizziamo". Il sindaco Decaro: "Decreto o si affossa la città". Sì all'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici

15 dicembre 2019

ROMA - Un finanziamento ad Invitalia "fino a un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020", per rafforzare il patrimonio del Mediocredito Centrale "affinché questa promuova, secondo logiche di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all'acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni". A prevederlo è il decreto sulla Banca Popolare di Bari che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri in serata, 48 ore dopo il fallimento di un cdm disertato da M5s e Italia Viva, in lite sulle misure da adottare.

"Questo decreto salva i risparmiatori, ma nessuna pietà per i manager e gli amici degli amici", dice Luigi Di Maio. ""Al Consiglio dei ministri - ha aggiunto il leader 5S - è pervenuta una relazione della Banca d'Italia su tutti i controlli fatti negli ultimi anni" sulla banca Popolare di Bari e questa "sarà ovviamente al centro di una discussione e si potranno verificare i controlli fatti e se si poteva fare di più". "Conte - ha precisato ancora - solleciterà Bankitalia e i commissari su un'azione di responsabilità nei confronti dei vecchi manager, su quelli che hanno fatto il buco di bilancio prestando soldi agli amici degli amici".

Nel decreto è prevista la creazione di una Banca di investimento, decreto che ha visto cambiare il titolo durante il cdm con l'inserimento del riferimento al Sud. "Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento", questo il titolo mentre la relazione tecnica allegata al documento sottolinea la "dimensione eccessivamente contenuta" degli istituti del Meridione, e sottolinea che le norme previste possono "contribuire a ridurre il divario di sviluppo economico tra il Mezzogiorno e le regioni del Centro-Nord".

Nel documento, anche l'azione di responsabilità nei confronti dei passati vertici della Popolare di Bari. Ed eventualmente ci sarà l'impegno, da parte dell'esecutivo, su eventuali prepensionamenti, qualora nel piano industriale questi si rendessero necessari. Positivo il giudizio del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: "Il governo è al fianco dei risparmiatori e dei dipendenti della banca e delle imprese da questa sostenute ed è impegnato per il suo rilancio a beneficio dell'economia del Mezzogiorno".


"Sì, stasera chiuderemo su Banca popolare di Bari. Faremo un intervento", aveva confermato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel corso dell'incontro ha esposto un resoconto di tutte le attività ispettive dal 2010 a oggi che sono state compiute dalla Banca d'Italia. "Tuteleremo i risparmiatori e non concederemo nulla ai responsabili di quella situazione critica e auspichiamo anzi azioni di responsabilità a loro carico", aveva aggiunto il premier.

Nel primo dei tre articoli del decreto in esame al consiglio dei ministri è previsa la costituzione di una Banca di Investimento, che nascerebbe dalla 'scissione' delle acquisizioni fatte dal Mediocredito Centrale. La formazione passerà attraverso un decreto con il quale il ministero dell'Economia acquisirà attività e partecipazioni, con l'intero capitale sociale, senza dovere alcun corrispettivo. Le operazioni saranno realizzate in un regime di esenzione fiscale.

Prima del cdm Luigi Di Maio aveva tuonato: "Matteo Renzi ci critica sulle banche? Vorrei dire una cosa, anche con cordialità, perché non vogliamo creare tensioni. Quando affronteremo il tema della Banca Popolare di Bari che è stata commissariata da Banca d'Italia, non faremo perdere soldi ai risparmiatori e tantomeno ripuliremo con soldi pubblici la banca per venderla a banche private. Questo è ciò che è stato fatto in passato".

"Banca Etruria fece perdere soldi ai risparmiatori che stiamo risarcendo ancora noi adesso. Allora le Banche venete furono ripulite coi soldi degli italiani e vendute a un euro a un'altra banca". Il leader 5S spiega che "vogliamo intervenire in due modi. La prima cosa, in Cdm si portano nomi e cognomi di chi ha preso i soldi e non li ha restituiti, i soliti prenditori vicini alla politica, non gli imprenditori onesti che tirano avanti la carretta".

"Due, vogliamo conoscere tutti i verbali delle ispezioni fatte da chi doveva controllare, perché questo buco nel bilancio della banca non l'ha fatto un alieno, l'avrà fatto qualcuno in particolare, anche per, forse, omessi controlli. Noi ci prendiamo la banca e cominciamo a prestare i soldi alle imprese oneste sul territorio".

Al riferimento a Banca Etruria risponde il vicepresidente dei deputati di Italia Viva Luigi Marattin. "Il fatto che Di Maio continui a parlare di Etruria dimostra che i Cinque Stelle non sono pronti ad affrontare una questione così importante senza ricorrere allo slogan, alla demagogia e alla bugia.

La vera questione sul tappeto qui è il destino di una riforma, quella delle banche popolari fatta dal governo Renzi nel 2015 e chiesta per decenni a gran voce da Ciampi e Draghi, che rompe le governance opache, le rende più contendibili e consente più facilmente di mandare a casa i management inefficienti delle banche. Una riforma a cui la Banca Popolare di Bari si è sempre sottratta, pur essendo obbligata per legge".

Matteo Salvini, in un comizio a Bari, aveva attaccato Bankitalia: "Sulla Popolare di Bari qualcuno doveva vigilare. Spero che il Parlamento approvi il prima possibile la proposta di legge firmata dalla Lega e anche dai Cinquestelle per riformare la Banca d'Italia e farla passare attraverso il Parlamento, quindi attraverso il popolo italiano".

L'allarme di Decaro: "Senza decreto salta tessuto economico""Se non si salva questa banca salta il tessuto economico della città, dell'area metropolitana e di una parte della regione" ha commentato il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ieri sera ospite di 'Mezz'ora in più'.

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