L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 dicembre 2019

In Euroimbecilandia fanno di tutto per non vederli, ma i derivati esistono sono aumentati in maniera esponenziale, sono una delle parti malate dell'Economia del Debito

Derivati, una potenziale Hiroshima da 735 trilioni

di Redazione11 dicembre 2019 | 10:46

Un bomba pronta a esplodere del valore nozionale lordo di 735 mila miliardi di euro. Nel 2018 in crescita dell’11% rispetto a un anno prima. È l’ammontare dei derivati europei che incombono sull’economia del Vecchio Continente. A rivelarlo sono i dati Esma, riportati dell’edizione di MF Milano Finanza, con l’autorità europea che ha tratteggiato un quadro piuttosto fosco. Anche se il numero di contratti è sceso a 66 milioni (-33%), il valore nozionale lordo è pari a 45 volte il pil dell’Unione europea. E, come scrive sempre il quotidiano finanziario, la scarsa trasparenza e le dimensioni del mercato sono caratteristiche che preoccupano molti osservatori. Il tutto, peraltro, è concentrato in poche mani: “Le esposizioni sono molto concentrate in poche controparti, soprattutto società di investimento, banche e controparti centrali. Questi soggetti, che hanno sede principalmente nel Regno Unito, sono “ampiamente connessi con gli altri operatori di mercato”.

Questi strumenti sono nati per proteggere dai rischi sui mercati. Ora, però, sono diventati un modo per scommetterci sopra. Un boomerang che potrebbe anche ritornare indietro sulla faccia proprio di chi, negli anni, ne ha abusato.

Nessun commento:

Posta un commento