L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 dicembre 2019

L'Economia del Debito non sta bene cresce più del Pil

La profezia di James Rickards: “In arrivo una catastrofica crisi del debito globale”

“Gli attuali livelli di indebitamento globale semplicemente non sono sostenibili”, assicura l’esperto di finanza James Rickards. E avverte: “Una crisi catastrofica, peggiore di quella del 2008, è alle porte”

30 Dicembre, 2019
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“Il debito globale potrebbe essere sostenibile se fossero messi in atto investimenti infrastrutturali (strade, ponti, telecomunicazioni, istruzione, ecc.) e se l’economia mondiale crescesse più rapidamente del debito stesso. Ma nessuna di queste due condizioni è osservabile oggi”, rileva lo statunitense James Rickards nel libro “Currency Wars: The Making of the Next Crisis”.

Le economie sviluppate stanno accumulando debito più velocemente di quanto crescano, quindi il rapporto debito/Pil si sta spostando su livelli in cui un debito più elevato rallenta la crescita anziché sostenerla. Ecco perché – secondo Rickards – “una catastrofica crisi del debito globale, peggiore di quella del 2008, è sul punto di arrivare”.

Sebbene tassi d'interesse così bassi ‘facilitino’ la gestione di livelli di debito insostenibili, quantomeno nel breve termine, “con un debito tanto elevato, anche un lieve aumento dei tassi causerebbe un aumento vertiginoso dei livelli di debito e deficit”. È per questo che “il mondo è sull’orlo di una crisi che non si vede dagli anni ‘30. E non ci vorrà molto a scatenarla”, osserva l’esperto di finanza.

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