L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 dicembre 2019

L'euroimbecille ministro Gualtieri afferma e di corsa il ministero lo corregge. Ma questa non sarebbe se la Bce fosse una banca centrale prestatore di ultima istanza

Titoli Stato Italia: Mef, da Gualtieri nessuna apertura a tetto per banche

10 Dicembre 2019 - 12:40 

Da via XX settembre è arrivata la precisazione relativa le parole pronunciate ieri dal ministro Gualtieri relative a un limite, a un tetto, alla concentrazione dei titoli di Stato nei bilanci delle banche.


Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri non ha espresso nessuna apertura al tetto dei titoli di stato, a un limite cioè alla concentrazione dei titoli di Stato nei bilanci delle banche appartenenti al paese che la ha emessi.

È quanto riporta una nota emessa dal Ministero del Tesoro a seguito dell’intervento tenuto ieri al Rome Investment Forum dal titolare di via XX settembre.

“Diversamente da quanto suggerito da alcuni titoli di questa mattina - il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, si è chiaramente espresso contro una modifica del trattamento prudenziale dei titoli di Stato”, riporta la nota del Mef.

Titoli Stato Italia: Mef, non vogliamo tetto

L’attuale regime del trattamento prudenziale dei titoli di Stato, continua il comunicato, “non contempla la ponderazione al rischio né limiti di concentrazione nel patrimonio degli intermediari finanziari”.

Anche perché, eventuali modifiche in tal senso “renderebbero l’Europa l’unica giurisdizione al mondo priva di un asset liquido a rischio zero”.

Il Ministero dell’economia fa chiarezza affermando che il riferimento fatto dal ministro a possibili incentivi alla diversificazione degli asset, nel quadro dell’introduzione di una garanzia europea dei depositi, “non rappresenta una apertura a un tetto per i titoli di Stato ma riguarda un’ipotesi molto diversa”.

Mef: incentivi alla diversificazione per tutti gli attivi

Definita “una base per una riflessione e non ancora una concreta proposta”, l’ipotesi italiana prevede incentivi alla diversificazione transfrontaliera di tutti gli attivi (non solo dei titoli di Stato) “tenuto conto dei vantaggi della diversificazione stessa per la solidità della banca”.

Un’ipotesi decisamente diversa di quella di un tetto ai soli titoli di Stato.

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