L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 dicembre 2019

Libia - Tripoli è stata lasciata dagli italiani una città stupenda e ridente ora le armi comandano

Libia, la situazione precipita improvvisamente: si rischia una guerra totale

24 Dicembre 2019


La situazione in Libia è improvvisamente degenerata. L’LNA di Haftar ha lanciato un attacco a tappeto sull’area di Tripoli e un ultimatum alle milizie di Misurata: Avete tre giorni per arrendervi

In Libia la situazione si sta deteriorando rapidamente col rischio di arrivare a una guerra totale. Le forze del GNA assediano Tarhuna e le truppe dell’LNA hanno lanciato un attacco a tappeto su Tripoli e dintorni. Gli uomini di Khalifa Haftar stanno spingendo verso la capitale grazie a una imponente copertura aerea. Tanto che hanno intimato alle milizie di Misurata di arrendersi entro tre giorni, affermando di essere a circa sei chilometri dal centro di Tripoli. Nella realtà dei fatti, però, la situazione è rimasta invariata rispetto agli ultimi giorni. I soldati di fayez Sarraj controllano la maggior parte di Yarmouk e Ain Zara e al momento stanno rafforzando le difese lungo la prima linea, nonostante i bombardamenti dei caccia di Bengasi. Questi stanno colpendo parallelamente anche Amamra, a sud est di Misurata, per fermare un eventuale invio di rinforzi alle milizie che combattono nell’area della capitale.

Le forze del GNA di Sarraj, invece, stringono il cerchio su Tarhuna e si preparano a un’invasione di terra in massa

Le forze del GNA, intanto, continuano a stringere il cerchio su Tarhuna. Da diverse città della Libia centrale e occidentale arrivano combattenti che vanno a ingrossare le fila degli assi principali dell’offensiva. La componente aerea dell’LNA ha effettuato alcuni bombardamenti sulle postazioni delle truppe pro-Tripoli, senza però ottenere risultati tangibili. Ci si attende a breve un’invasione di terra in massa per conquistare la città che ospita la Settima Brigata, leale ad Haftar. resta da capire come il Generale proteggerà gli alleati, in quanto i suoi assetti sono concentrati quasi tutti verso la capitale del paese africano. L’unico elemento “strano” è il fatto che l’uomo forte della Cirenaica abbia momentaneamente allentato il pressing su Aziziyah. Prenderla è strategica per isolare Gharyan e poter attaccare l’altopiano molto più facilmente.

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