L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 dicembre 2019

Monte dei Paschi di Siena - La salviamo con i soldi pubblici, una volta riportata in salute la regaliamo ai privati, la strizzano ci fanno i profitti la fanno fallire e di nuovo interveniamo a salvarla, in un ciclo continuo. Questa economia è il capitalismo


MPS: verso una cessione secca della banca?

2 Dicembre 2019 - 12:09 

Salvataggio MPS: è spuntata una nuova ipotesi sul futuro della senese


Il futuro di MPS potrebbe essere diverso da come immaginato dal MEF.

Entro fine anno, e dunque in meno di un mese, il Tesoro dovrà dichiarare una volta per tutte all’Unione europea le modalità con cui intenderà uscire dal capitale della senese. Al momento, però, non è ancora chiaro come tutto ciò avverrà.

Stando alle indiscrezioni riportate da La Repubblica, il quadro potrebbe essersi nuovamente complicato a causa delle ultime pronunce dell’Europa. Il futuro di MPS al momento appare ancora incerto.

MPS: spunta nuova ipotesi

Il piano pensato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato più volte ribattezzato la “privatizzazione soft” di Monte dei Paschi di Siena. Con esso il Tesoro ha previsto la cessione delle sofferenze dell’istituto (circa 10 miliardi) ad Amco, gestore pubblico.

Eppure, secondo le indiscrezioni citate, l’Unione europea si sarebbe già espressa contro questo progetto, giudicato troppo simile a un aiuto di Stato nei confronti di MPS.

Le indiscrezioni hanno aperto le porte a una nuova ipotesi: quella della cessione secca della senese. E a tal proposito, ha continuato il quotidiano, le offerte sarebbero già arrivate.

Protagonisti i fondi Fortress e Varde, i quali avrebbero però domandato alcune garanzie statali riguardanti il contenzioso residuo degli scandali.

Come nel caso di Alitalia, anche per MPS le indiscrezioni non sono state né confermate né smentite dai diretti interessati, cosa che non ha contribuito a chiarire il quadro.

Più e più volte l’intero mercato ha provato a immaginare il futuro di Monte dei Paschi e molto spesso si è parlato di una sua possibile aggregazione con altro istituto di credito. Le voci di corridoio non sono mai state seguite da vere e proprie azioni in tal senso, per cui anche quella del merger è rimasta un’ipotesi isolata.

Sul salvataggio di MPS il Tesoro dovrà ancora lavorare a fondo. I tempi però stanno stringendo e nelle prossime settimane il quadro andrà inevitabilmente chiarito.

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