L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 dicembre 2019

NoTav - Il fanfulla della Lega contento che sono stati fatti i bandi di gara ha esaudito il Sistema mafioso massonico politico. Le prebende sono state distribuite


Tav, Travaglio: “Realizzare l’opera non interessa a nessuno. Obiettivo dei grandi gruppi erano i bandi”

di Manolo Lanaro | 9 DICEMBRE 2019

“La storia del Tav ci racconta come Salvini è stato utilizzato dal partito degli affari per proteggere gli interessi della banda del buco dopo l’elezioni del 4 marzo 2018, è stato usato come corpo contundente contro il Movimento 5 Stelle che volevano fermare questa opera demenziale”. Lo ha detto il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, a margine della presentazione del libro Perché No Tav alla ‘Nuvola’ di Roma dove si sta svolgendo la rassegna ‘Più libri più liberi in corso‘. “Se la gente continua a non capire che il partito degli affari non guarda né a destra né a sinistra ma solo al suo portafoglio e che la grande stampa è il suo megafono, vuol dire che siamo non solo siamo un popolo che si fa prendersi in giro, ma che ama farsi prendere in giro. Il Tav non si farà mai – conclude Travaglio- l’importante di tutta questa operazione era far partire i bandi di gara così i grandi gruppi avranno una carta in mano per rivalersi contro lo Stato, esattamente com’è successo per il ‘ponte sullo Stretto‘. Realizzare l’opera non interessa a nessuno”

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