L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 dicembre 2019

NoTav - No alle prebende e al falso ideologico del M5S

In migliaia alla marcia NO TAV Susa Venaus

09.12.2019 - Fabrizio Maffioletti

(Foto di Fabrizio Maffioletti)

9000 persone, secondo la stima degli organizzatori, hanno marciato da Susa a Venaus per la quattordicesima volta.

Anche se, da come stanno le cose, le istanze dei NO TAV appaiono archiviate, alla marcia di ieri non si respirava un clima di rassegnazione.

La cosa emblematica del fatto che il movimento NO TAV non si stia esaurendo, è stata la massiccia presenza di giovani, come si può vedere dalle immagini del corteo.

“Ci hanno dati per morti, ma siamo ancora vivi” è stato l’incipit dello speech di Alberto Perino, pacifista, leader storico del movimento NO TAV.

Perino ha anche sottolineato come in prima fila ci fossero dei giovani e che a questi giovani stiamo consegnando un pianeta che abbiamo rovinato.

Ha definito i lavori per la realizzazione dell’opera, un “ecocidio”, concetto ribadito anche da Ivan Basadonna di Friday For Future – i cui esponenti della Valsusa hanno marciato in sostegno al movimento – che ha affermato che i lavori produrranno ingenti quantità di scarti, detriti, CO2, producendo un elevatissimo impatto ambientale.

Nei diversi speech durante il corteo, sono emerse aspre critiche al M5S, si sono ricordate le persone che sono state condannate, esortando a non abbandonarle.

Nel corteo erano rappresentati i comuni di Almese, Avigliana, Caprie, Chianocco, Chiusa di S. Michele, Condove, S. Ambrogio, Villar Focchiardo.

Lele Rizzo al bivio dei Passeggeri, ha ricordato gli scontri del 2005 a Venaus.

La manifestazione si è conclusa nell’arena del presidio, dove si sono susseguiti gli interventi.

In un momento obiettivamente non facile per il movimento NO TAV, questa marcia di gente festosa e giovani sorridenti, ci fa ben capire che il dissenso verso il progetto (ma anche verso il sistema che lo ha concepito e intende portarlo a termine), continua ad essere ben presente in valle, le voci continuano ad essere vibranti e le argomentazioni che vengono presentate a sfavore del progetto, possono certamente rappresentare spunti sui quali ogni cittadino può riflettere, data la dimensione dell’opera.


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