L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 dicembre 2019

Risparmiatori polli da spennare. L'euroimbecille Monti ci ha obbligato ad avere il conto corrente e questo lo diventa sempre più caro, le motivazioni sono sempre infinite

I costi dei conti correnti continuano ad aumentare senza sosta, ecco perché

10 Dicembre 2019 - 08:48 

I costi dei conti correnti sono in aumento per i clienti delle banche. Queste fanno pagare ai correntisti i propri problemi, vale a dire i tassi negativi. Vediamo come e perché.


Un aumento dei costi per la tenuta dei conti correnti a breve toccherà un po’ tutti. Le banche, per compensare i tassi negativi presso la Bce, scaricano i loro problemi sui clienti imponendo loro un costo più elevato per mantenere il conto presso l’istituto di credito.

Perché a pagare saranno i clienti delle banche che a queste affidano i propri risparmi?

La prima banca a parlare di applicazione dei tassi negativi ai propri clienti è stata Unicredit, la quale tra le altre cose ha annunciato dei tagli al personale con la chiusura di numerose filiali. Altre banche, una dopo l’altra, hanno annunciato l’aumento delle spese di gestione. Vediamo allora quali saranno i costi per i risparmiatori.

Costi dei conti correnti in aumento

Aumentano i costi dei conti correnti, ma quanto andranno a pagare i clienti alle loro banche per tenere lì custoditi i propri risparmi?

L’ultima banca che ha annunciato un aumento per la tenuta del conto corrente, non più gratuito, è Fineco che aumenterà a 3,95 euro al mese. Prima ancora era stata CheBanca! con il canone annuo aumentato di 12 euro anche nella versione online fino a poco tempo prima gratuita.

La prima banca in Italia a sposare questa linea era stata Intesa San Paolo nel 2017 che aveva aumentato la gestione del conto a 120 euro annui per i depositi superiori ai 40mila euro. Anche il conto Zerotondo che era sempre stato gratuito, da più di 2 anni costa ai clienti della banca 10 euro.

Man mano tutte le banche si stanno adeguando gravando maggiormente sui propri clienti e spingendo verso una minore liquidità dei conti correnti.

Unicredit, nella persona del suo amministratore delegato Jean Pierre Mustier, ha annunciato che la sua banca seguirà quanto fino a ora si era prefissata, vale a dire un’applicazione dei tassi negativi ai conti correnti che superano 1 milione di euro.

Questi clienti, principalmente aziende che hanno moltissima liquidità per una cifra che arriva a un milione di euro saranno incentivati a scegliere delle forme alternative al deposito come per esempio gli investimenti nei fondi monetari. Per la restante quota, quella eccedente il milione di euro, saranno pensate misure specifiche.

I conti correnti costeranno di più a causa dei tassi negativi

In questo caso le banche fanno pagare i loro problemi, vale a dire i tassi negativi, ai propri clienti, aumentando l’onere della tenuta del conto e le spese per altre operazioni.

Le singole banche per il loro stesso deposito presso la Bce e per l’acquisto di titoli di Stato, sono soggette a tassi negativi che compensano gravando sui clienti.

Se le banche per il deposito presso la Banca Centrale Europea devono pagare, anche i correntisti dovranno farlo per tenere in sicurezza il proprio denaro custodito dall’Istituto di credito.

Unicredit sta pensando di applicare i tassi negativi solo ai clienti che superano il milione di euro e le altre banche per scongiurare questa ipotesi, aumentano spese e commissioni per i clienti.

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