L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 dicembre 2019

Roma - guerra della monnezza - e ti pareva che la consorteria di Mondino lancia in resta non andava a difendere quel sistema mafioso massonico politico che da anni e anni si è impadronito della regione Lazio e che da anni da prebende a clientele affamata di soldi e potere

LA POLEMICA

Emergenza rifiuti a Roma, Montino: “La Raggi non scarichi su altri responsabilità che non sono loro”

Il sindaco di Fiumicino: "Ogni sindaco ha la responsabilità del governo del ciclo integrato dei rifiuti, compreso lo smaltimento che passa attraverso l'individuazione di siti adeguati"

di Redazione - 02 Dicembre 2019 - 6:25


Fiumicino – “Se lavoriamo insieme faremo meglio e tuteleremo gli interessi di tutti. Scrivo questa lettera aperta perché devo difendere i miei concittadini da una narrazione sbagliata che descrive falsamente i romani egoisti e pronti a inondare di rifiuti i comuni del Lazio”.

Inizia così una lunga lettera pubblicato sulla pagina Facebook della sindaca di Roma, Virginia Raggi, che prosegue: “La scrivo perché alcuni colleghi sindaci hanno firmato una lettera per dire “no” a Roma, voltando la faccia dall’altra parte di fronte ad una richiesta di collaborazione per impedire in fretta e furia l’apertura di nuove discariche sul territorio di Roma”.

Le parole della prima cittadina della Capitale sono in risposta alla lettera aperta che 34 sindaci della provincia le hanno inviato qualche giorno fa sulla questione rifiuti.

“I romani per decenni hanno accolto i rifiuti di Fiumicino e Ciampino nella discarica di Malagrotta. Ancora oggi presso l’impianto di Porcarelli, a Rocca Cencia, nella zona est della città, si trattano i rifiuti di oltre 50 comuni del Lazio, come il Tmb di Malagrotta tratta anche i rifiuti di Fiumicino”, sottolinea la Raggi.


Parole che non sono piaciute al sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, che replica: “È necessaria una premessa, a questo punto – prosegue Montino -. Da sempre i comuni che sono sede degli aeroporti intercontinentali e il Vaticano fanno parte dello stesso ambito territoriale dei rifiuti di Roma e le relative strutture sono state programmate tenendo presente che dovevano soddisfare le esigenze non solo della città di Roma, ma anche loro. Nel frattempo, il Comune di Roma è passato da 150 mila ettari di estensione a 130 mila dopo che Fiumicino è diventato autonomo”.

“Bisogna sempre tenere conto che quando parliamo del territorio di Roma stiamo parlando di un territorio più grande di Milano, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo e Catania messe insieme – sottolinea il sindaco di Fiumicino -. E dentro questo territorio non ci sono solo aree di assoluto pregio, ma anche aree in grado di ospitare gli impianti necessari a smaltire i rifiuti della Capitale stessa”.

“Il problema non è che i comuni limitrofi non hanno un atteggiamento solidale nei confronti di Roma. Questo non è vero e la sindaca Raggi lo sa perfettamente perché l’unico impianto per il trattamento dell’umido a disposizione e gestito da Ama, guarda caso, non è dentro Roma: è nel territorio del Comune di Fiumicino – ricorda Montino -. Nonostante non sia gestito nel modo migliore possibile e provochi una serie di disagi a chi vive in quella zona, il Comune di Fiumicino ha sempre tenuto conto di una fase di difficoltà della Capitale e continua a farlo”.

“Da quando tre anni fa venne chiuso l’impianto di Malagrotta, (per un provvedimento del sindaco Marino e non suo, sindaca Raggi) i rifiuti di Roma vengono portati anche negli impianti dei comuni della provincia e del Lazio – spiega ancora Montino -. E non mi sembra, anche in questo caso, che siamo di fronte a una solidarietà negata. Anzi“.

“Il problema vero che i sindaci della provincia sollevano è conoscere le vere intenzioni della Capitale, la cui produzione di rifiuti non ha paragone con tutti gli altri comuni della provincia messi insieme – prosegue -. Quello che i sindaci vogliono sapere è se esiste e qual è la strategia per un piano di tipo industriale e ambientale sul territorio di un comune che, anche per dimensione territoriale, è unico in Italia. Non si può certo chiedere agli altri di assumersi delle responsabilità che non sono loro. Ogni sindaco ha la responsabilità del governo del ciclo integrato dei rifiuti, compreso lo smaltimento che passa attraverso l’individuazione di siti adeguati”.

“A me non sembra, cara sindaca, che ci sia una strategia se non quella di destabilizzare fino al punto che l’organo di governo dell’azienda municipale dei rifiuti ha una durata media di sei mesi. Sfido chiunque a sviluppare un piano serio con un turn over aziendale di questa portata – conclude Montino -. In ogni caso, e penso di interpretare il pensiero degli altri sindaci della provincia, rimaniamo a disposizione per un confronto concreto e operativo che eviti l’ennesima emergenza”.

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