L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 dicembre 2019

Tic tac tic tac 11 dicembre il governo degli euroimbecilli impapocchiano per farci digerire il Mes trattato avvoltoio per spennare gli italiani

Mes, mercoledì il voto in Parlamento: test sulla tenuta di governo

10 Dicembre 2019 - 00:13 

La maggioranza di governo prova a ricompattarsi presentando una bozza di revisione congiunta del meccanismo europeo di stabilità


La maggioranza prova a trovare un accordo sul Mes. Nelle scorse settimane, l’alleanza fra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Leu ha litigato praticamente su tutto. Dopo aver appianato - seppur temporaneamente - le divergenze sulla manovra finanziaria, è la volta del Fondo salva-Stati.

In Parlamento verrà discussa una bozza del documento di revisione del meccanismo europeo di stabilità che punta ad escludere delle single limb. Quest’ultime sono le clausole che facilitano la ristrutturazione del debito con l’intervento del Fondo salva-Stati.
Governo a rischio su Mes

Mercoledì 11 Dicembre Giuseppe Conte tornerà a difendere l’operato del Governo in merito al Mes. Sentite le comunicazioni in vista del Consiglio Ue, i deputati dovranno votare le varie risoluzioni dei gruppi parlamentari. Un mancato consenso nella maggioranza potrebbe impattare sulla stabilità del governo.

Per evitare tale possibilità, gli alleati di governo hanno messo a punto una bozza di risoluzione che vuole “assicurare l’equilibrio complessivo dei diversi elementi al centro del processo di riforma dell’Unione economica e monetaria”. In questo pacchetto sono compresi quindi, oltre a Mes, anche Bicc e Unione bancaria.

Conferma la notizia la sottosegretaria agli Affari europei Laura Agea, in quota M5S: “Le forze politiche di maggioranza stanno lavorando a un documento comune”.

Queste ultime intendono chiedere al governo l’impegno a negoziare con l’Unione l’introduzione di uno schema di garanzia comune dei depositi e l’istituzione di un’obbligazione europea.
Mes, cosa potrebbe cambiare

La richiesta più importante è senz’altro il blocco alla ristrutturazione automatica del debito pubblico. Poi ci sono anche la piena partecipazione del Parlamento per un’eventuale attivazione del Fondo salva-Stati e blocco alle restrizioni alle banche sulla dotazione di titoli di Stato. In ogni caso dovrà essere esclusa “la ponderazione dei titoli di stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale”.

Per Paolo Gentiloni, commissario europeo agli affari economici, i tempi sono ormai maturi per una riforma. L’ex premier ha intenzione di muoversi velocemente: “Nella seconda metà del 2020 potremmo presentare proposte”.

“In Italia non abbiamo bisogno di una fiammata di autolesionismo, di cui il nostro Paese è ogni tanto protagonista e per la quale paghiamo prezzi politici rilevanti. Abbiamo invece bisogno di un rilancio di crescita e sostenibilità”, ha detto il commissario.

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