L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 gennaio 2020

Al Pentagono più che militari sono assassini che come sempre non considerano gli effetti del loro agire






Il comandante iraniano Soleimani ucciso nell’irresponsabile attacco USA sull’aeroporto di Bagdad
Di redazione
- 03/01/2020






Il generale Qassim Soleimani, capo della brigata Quds delle Guardie rivoluzionarie iraniane, è stato ucciso poche ore fa da un raid aereo sull’aeroporto internazionale di Bagdad. Lo hanno confermato fonti del governo di Bagdad. Nel raid ha perso la vita anche Abu Mahdi al Mohandes, il vice comandante delle milizie di Difesa popolare irachene (Pmu) sostenute dall’Iran.

Secca la dichiarazione del corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana che ha annunciato la morte del comandante della brigata Qods, Soleimani, in una dichiarazione rilasciata dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars: “Il comandante dell’Islam Qassem Soleimani è stato martirizzato oggi dopo una vita di jihad in un attacco da parte di elicotteri Usa”.

Da parte sua il Pentagono ha affermato che “sotto la direzione del Presidente, l’esercito statunitense ha intrapreso azioni difensive decisive per proteggere il personale Usa all’estero uccidendo Qasem Soleimani, il capo della Guardia rivoluzionaria iraniana”. Il Pentagono ha spiegato che il raid “mira a dissuadere i futuri piani di attacco iraniani”.

La televisione di stato irachena ha annunciato la morte di Soleimani in un flash sullo schermo citando come fonte le Pmu. “Il nemico statunitense e israeliano è responsabile dell’uccisione dei mujaheddin Abu Mahdi al Muhandis e Qassem Soleimani”, ha dichiarato Ahmed al Assadi, portavoce delle forze di mobilitazione popolari irachene.

Il presidente americano Dondal Trump “ha lanciato un candelotto di dinamite in una polveriera”, è questa l’accusa lanciata da Joe Biden, principale candidato democratico alla corsa verso le presidenziali Usa e rivale di Trump dopo il raid in Iraq voluto dal presidente americano e in cui è stato ucciso il potente generale iraniano Qassem Soleimani. Per Biden l’attacco “è una mossa che aumenta la tensione in una regione già pericolosa”. Per il candidato democratico “potremmo essere sull’orlo di un importante conflitto in Medio Oriente”.

Molto dure anche le parole della speaker della Camera Nancy Pelosi che ha parlato di “atto provocatorio e sproporzionato”. Così la speaker della Camera dei Rappresentanti di Washington, Nancy PELOSI, ha definito il raid americano vicino Baghdad. Un raid che – ha affermato – “rischia di provocare una pericolosa ulteriore escalation di violenza. L’America – e il mondo – non possono affrontare una escalation delle tensioni fino ad un punto di non ritorno”. Pelosi ha sottolineato che il Congresso americano non è stato consultato prima che il presidente Trump desse l’ordine di attacco ed ha chiesto che i parlamentari vengano “immediatamente informati” della situazione.


http://www.farodiroma.it/il-comandante-iraniano-soleimani-ucciso-nellirresponsabile-attacco-usa-sullaeroporto-di-bagdad/



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