L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 gennaio 2020

Deutsche Bank - si muovono come ladri, sono ladri di vite, di notte, di nascosto, durante le feste, mentre tutti sono distratti colpiscono miserevolmente


Milano, il regalo di Deutsche Bank per il Capodanno: "Annunciati 217 licenziamenti" 



Incontro d'urgenza a Milano con i sindacati: la banca ha annunciato 217 esuberi in Italia 



Redazione
31 dicembre 2019 13:55


Foto Ansa

Fine d'anno amarissimo per i dipendenti di Deutsche Bank Spa, la banca tedesca che negli ultimi giorni ha annunciato un piano di esuberi a livello mondiale di 18mila lavoratori. Martedì a Milano si sono incontrati d'urgenza i vertici del reparto risorse umane dell'azienda e i rappresentanti dei sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin per fare il punto sull'impatto della riorganizzazione in Italia.

E il punto non è stato di quelli sperati. La casa madre - fanno sapere le sigle - ha infatti ufficializzato la "fuoriuscita di 217 dipendente a partire dal 2020", un numero che "potrebbe subire lievi incrementi in sede di definitiva approvazione dei progetti". Gli esuberi riguardano "44 lavoratori a seguito della chiusura di sportelli non ancora identificati, 50 dipendenti della direzione generale, 58 di Operations e 65 di It & Infrastructure legati all'implementazione del progetto Aurore".

Il numero più alto di licenziamenti impatterebbe proprio su Milano, che farebbe i conti con numerose "fuoriuscite". "La prima osservazione che abbiamo rivolto all’azienda riguarda la palese difformità del quadro oggi rappresentato rispetto alle rassicuranti dichiarazioni dell’Ing. Valeri che a luglio aveva espressamente escluso rilevanti impatti occupazionali rivenienti dal piano riorganizzativo di casa ,adre di 18.000 esuberi a livello mondiale", sottolineano i sindacati.

"Abbiamo inoltre rimarcato forti preoccupazioni di fronte all’ennesima riduzione del personale voluta da un’azienda che continua a perseguire obiettivi di contenimento dei costi facendo quasi esclusivamente leva sul taglio degli organici. La banca - concludono le sigle - ha da ultimo dichiarato che l’apertura formale della procedura sindacale dovrebbe avvenire entro il primo trimestre del 2020". Un 2020 che si annuncia forse più nero e amaro della fine di questo 2019. “

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