L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 28 gennaio 2020

Gli ebrei-palestinesi inghiottono i palestinesi, in Libia la Fratellanza musulmana messa sempre di più all'angolo

LIBIA E IRAQ IN FIAMME, LA CANCELLAZIONE DEI PALESTINESI
Pubblicato 27/01/2020
DI ALBERTO NEGRI


Per ovvi motivi elettorali sui media sta passando sotto silenzio che in Libia è saltata ogni tregua e si prepara un altro capitolo della guerra. Come pure che in Iraq 5 razzi hanno colpito l’ambasciata Usa (un ferito lieve) e il Paese sta vivendo una crisi profonda conteso tra proteste di piazza anti-governative e manifestazioni contro la presenza degli americani. Tra poche ore verrà reso noto il piano di Trump per il Medio Oriente: una proposta inaccettabile che significa la cancellazione dei palestinesi la cui terra verrà inghiottita dagli insediamenti israeliani. Ma la propaganda filo-israeliana non si ferma: “in Israele si respira solo cultura” proclama il Corsera. Paradossale e provocatorio ma vero: qui anche la cultura è al servizio dell’espansione delle colonie e della rapina dei territori arabi.

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