L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 3 gennaio 2020

Gli ebrei più sono corrotti e più vogliono avere l'impunità e porsi sopra le leggi, feccia

ISRAELE. NETANYAHU SI APPELLA ALL’IMMUNITÀ

‘Fino a che sarà dimostrata la mia innocenza’.
2 Gennaio 2020

Benjamin Netanyahu.

Notizie Geopolitiche –

Dopo la vittoria alle primarie del proprio partito, il Likud, alle quali ha trionfato con il 72% delle preferenze sul contendente Gideon Saar, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha invocato pubblicamente l’immunità parlamentare. “Bibi”, com’è soprannominato, è stato formalmente incriminato lo scorso 22 novembre per tre capi d’accusa, corruzione, abito d’ufficio e frode, ed il procuratore generale israeliano Avichai Mandelblit ha poi girato le carte al parlamento, facendo partire il periodo di 30 giorni entro il quale appellarsi all’immunità.
Il premier ha parlato di un’immunità “limitata nel tempo”, cioè fino a quando sarà dimostrata in tribunale la sua innocenza, ed ha aggiunto che “Voglio guidare Israele per molti altri anni per raggiungere successi storici”.
A puntare il dito contro il premier israeliano è stato il procuratore generale Avichai Mandelblit: nell’inchiesta “1000” ha indagato Netanyahu per frode e abuso di ufficio per aver ricevuto regali da uomini del mondo degli affari; con l’inchiesta “2000” il premier è accusato di aver stretto patti con Arnon Mozes, proprietario della Israel Hayom: in cambio di un atteggiamento di favore gli avrebbe garantito modifiche alla legge sull’editoria volte a sostenerne la testata free press; poi vi è la “4000”, dove Netanyahu, che era anche ministro delle Comunicazioni, avrebbe favorito con una legislazione ad hoc l’azienda telefonica Bezeq, che è anche proprietaria del sito di notizie Walla.
Per Netanyahu si è trattato di “Un tentato colpo di Stato contro il primo ministro”, ed ha ribattuto che “Ho dedicato la mia vita allo Stato. Ho combattuto per questo, sono stato ferito”, “bisogna investigare sugli investigatori, perché queste indagini sono inquinate”.
Fatto sta che nel partito i malumori restano, anche perché Israele si sta trovando in una cronica crisi si governo in quanto nessun partito di peso vuole governare con Netanyahu. Il 2 marzo si tornerà alle elezioni per la terza volta.

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