L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 gennaio 2020

Il sovranismo italiano al servizio degli Stati Uniti

LE TRE COSE CHE FA INGHIOTTIRE ALL’ITALIA IL MAGGIORDOMO DI TRUMP

Pubblicato 25/01/2020

DI ALBERTO NEGRI


Menu della visita del vicepresidente Usa Pence 

1)Sorveglianza Usa sui commerci e le tecnologie con la Cina 

2) Allargamento delle basi americane e di Camp Darby (Livorno). Truppe italiane a disposizione per l’Iraq 

3) Piano di “pace” con riconoscimento di Gerusalemme capitale, annessione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e un moncherino di stato palestinese senza alcuna sovranità. 

Scena muta al solito dei camerieri italiani in trepida attesa della mancia.

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