L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 gennaio 2020

La massoneria soldi&potere si nasconde dietro l'anonimato, l'associazione si è trasformata per delinquere?

Mafie, De Raho: “Cosa Nostra e la ‘ndrangheta sono cresciute grazie alla massoneria. Là dove c’è segreto, c’è certamente qualcosa di illegale”

26 Gennaio 2020 dalla Redazione Cronaca


“E’ la massoneria che comanda, che ha la forza di andare avanti e sviluppare la nostra economia. E’ ormai documentato attraverso numerose indagini che Cosa Nostra e la ‘Ndrangheta sono cresciute proprio grazie alla massoneria”. E’ quanto ha detto il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, nel corso di un incontro a Napoli descrivendo la massoneria come “quella camera in cui le varie forze condividono progetti. Ci sono la politica, la ‘Ndrangheta, Cosa Nostra, professionisti, magistrati, imprenditori. Ci sono tutte le categorie”.

“L’economia e la politica – ha aggiunto il capo della Dna – si sono incontrate con le mafie in quei salotti ed è lì che hanno dato corpo, che hanno effettivamente costituito quel comitato d’affari che ha poi determinato infiltrazioni negli appalti, acquisizioni di vari settori e l’esclusione di chi si muove nel rispetto delle regole e oggi ci troviamo di fronte a una situazione in cui dobbiamo stare molto attenti. Credo che nel mondo di oggi parlare di associazioni segrete è di per sé contrario alla nostra Costituzione perché una cosa è esercitare liberamente il proprio pensiero e altra cosa è muoversi stringendo patti segreti, nascondendo i nomi, che poi finiscono per costituire la base anche per deviazioni di quelli che possono essere degli obiettivi apparentemente legali. Là dove c’è segreto, c’è certamente qualcosa di illegale”.

Rispetto alle modalità con cui poter intervenire per contrastare il fenomeno, De Raho ha sottolineato che “il legislatore dovrebbe probabilmente affrontare il tema, riconoscere le basi di libertà che la nostra Costituzione pone e valutare se effettivamente in democrazia sia ancora possibile parlare di associazioni segrete o se invece le associazioni debbano essere tutte trasparenti e facilmente raggiungibili nella loro composizione, conoscibili e aperte anche al confronto nella loro attività come negli obiettivi che si pongono”.

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