L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 gennaio 2020

La 'ndrangheta attraverso la massoneria aggiusta i processi

Pentito Marino accusa: ''L'avvocato Pittelli aggiustava i processi''

Pubblicato: 11 Gennaio 2020


di AMDuemila

Pm produce il verbale del collaboratore crotonese davanti al Riesame

“Era uno che aggiustava i processi” dichiarò nel 2018 il pentito Vincenzo Marino (ex affiliato alla cosca Vrenna di Crotone, già condannato all’ergastolo in via definitiva) nei confronti dell’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli (in foto), nell’ambito dell’inchiesta, al tempo segreta, che ha portato lo scorso dicembre all’operazione Rinascita-Scott coordinata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Durante l’udienza del Tribunale del Riesame, presieduto da Giulio De Gregorio nei confronti di Pittelli, la Dda ha prodotto un nuovo verbale sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, il quale ha affermato che le informazioni sull’avvocato gli sono state riferite dal boss di Cutro, Nicolino Grande Aracri.

Pittelli è detenuto oggi nel carcere di Nuoro sotto custodia cautelare ed è accusato del reato di associazione mafiosa. Come riportato nelle pagine dell’ordinanza il legale è ritenuto il faccendiere della cosca Mancuso di Limbadi, un vero e proprio “uomo cerniera” che "accreditato nei circuiti della massoneria più potente, è stato in grado di far relazionare la 'Ndrangheta con i circuiti bancari, con le società straniere, con le università, con le istituzioni tutte, fungendo da passepartout del Mancuso, per il ruolo politico rivestito, per la sua fama professionale e di uomo stimato nelle relazioni sociali”, mettendo a disposizione dei criminali “il proprio rilevante patrimonio di conoscenze e di rapporti privilegiati con esponenti di primo piano a livello politico-istituzionale, del mondo imprenditoriale e delle professioni, anche per acquisire informazioni coperte dal segreto d’ufficio e per garantirne lo sviluppo nel settore imprenditoriale”.

Uno scatto d'archivio di Nicolino Grande Aracri

Nonostante l’ex senatore si dica estraneo sia a rapporti con la ‘Ndrangheta, sia a rapporti con la massoneria, i pm De Bernardo, Falvo, Frustaci e Mancuso, hanno ricostruito la doppia appartenenza dell’avvocato alle logge, una “pulita” e “l’altra sussurrata”, a cui anche i pentiti Andrea Mantella e Cosimo Virgiglio hanno fatto riferimento. In particolare quest'ultimo, già sentito in diversi procedimenti come ‘Ndrangheta stragista o il processo Breakfast, nel definirsi massone maestro venerabile, ha sostenuto che proprio "la città di Vibo Valentia è l'epicentro della massoneria sia legale che di quella cosiddetta deviata”. Ed è sempre lui a sostenere che l'avvocato Pittelli avrebbe avuto una doppia appartenenza, quella "pulita" con il Goi del distretto catanzerese e poi quella "coperta" legata alla Loggia di Petrolo di Vibo. Tutto sarebbe passato da questa organizzazione capace di mettere insieme massoneria e 'Ndrangheta, a cui avrebbe fatto parte anche il super boss Luigi Mancuso che, intercettato, afferma in modo chiaro: "La 'Ndrangheta non esiste più! ... una volta, a Limbadi, a Nicotera, a Rosarno, a ...c'era la 'Ndrangheta! ... la 'Ndrangheta fa parte della massoneria!”.

L’ex parlamentare di Forza Italia è anche accusato di rivelazione di segreto in concorso con un altro indagato eccellente, il tenente colonnello Giorgio Naselli, comandante provinciale dell’Arma di Teramo all’epoca dei fatti contestati. Quest’ultimo, secondo l’accusa, avrebbe fornito notizie riservate su alcune indagini all’ex parlamentare. La Dda inoltre ha prodotto i tabulati telefonici del legale con il maresciallo della Guardia di Finanza, Michele Marinaro. Già in servizio presso la Sezione operativa della Dia di Catanzaro e in seguito alle dipendenze della Presidenza del consiglio, Marinaro è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di rivelazione di segreti nei confronti dello stesso Pittelli.

Nel corso dell’udienza del riesame, quindi, sta emergendo il ruolo centrale nell’inchiesta della figura dell’avvocato. Ed entro lunedì prossimo avremo una risposta da parte dei giudici in ordine alla richiesta di revoca della misura cautelare dell’ex senatore, avanzata dai legali di quest’ultimo; Salvatore Staiano e Guido Contestabile.



Foto di copertina © Imagoeconomica




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