L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 gennaio 2020

L'alto e il basso sono i nuovi parametri sociologici



Italia: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri


13 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

Nel nostro paese solo il 20% della popolazione con redditi alti può contare su entrate superiori a sei volte quelle di coloro che si trovano nel gruppo di reddito, cosiddetto quintile delle persone più in difficoltà.

In Italia cresce divario tra ricchi e poveri

Lo certifica l’Eurostat in una nuova statistica che mette in relazione i diversi gruppi di reddito e dalla quale emerge che tale divario in Italia nel 2018 è cresciuto al 6,09 dal 5,92 precedente. L’Italia ha il rapporto peggiore tra i paesi più popolosi con la Germania a 5,07, la Francia a 4,23, il Regno Unito a 5,95 e la Spagna a 6,03 in deciso calo sull’anno precedente. Guardando alle singole regioni, nel 2017 la Sicilia e la Campania registrano divari ampi con il 7,4. Il Lazio segna un indice del 6,5 mentre la Lombardia si ferma al 5,4. Il Friuli Venezia Giulia invece ha un indice del 4,1 tra il reddito del 20% più benestante e il 20% della popolazione più in difficoltà.

Differenze si notano anche per le diverse classi di età dice la classifica Eurostat secondo cui gli over 65, grazie alle pensioni, esistono meglio e hanno un rapporto tra il 20% con i redditi più alti e il 20% con i redditi più bassi del 4,86 mentre gli under 65 hanno un rapporto del 6,55, in crescita rispetto al 2017 quando era al 6,34.

Codacons: “Dati vergognosi e indegni”

Dati vergognosi e indegni di un paese civile commenta così il Codacons i numeri sulla ricchezza forniti da Eurostat. “I dati Eurostat certificano come il divario tra cittadini abbienti e quelli meno agiati sia aumentato in modo preoccupante in Italia, portando ad un quadro dove i ricchi sono sempre più ricchi, e i poveri sono sempre più poveri – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un paese civile non solo non può tollerare tali numeri, ma dovrebbe operare affinché le differenze tra ricchi e poveri si assottiglino: in Italia avviene purtroppo il contrario, e il divario tra cittadini si accentua, a dimostrazione di come la politica e i governi che si sono succeduti negli ultimi anni abbiano totalmente fallito”.


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