L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 gennaio 2020

Le sanzioni non colpiscono il terrorismo ma lo favoriscono e indeboliscono il popolo e il suo legittimo governo. Euroimbecilandia serva degli Stati Uniti

Speciale difesa: Siria, inviato Usa Jeffrey, previste nuove sanzioni contro Damasco

Beirut, 24 gen 15:15 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti annunceranno ulteriori sanzioni contro il governo siriano, in coordinamento con i loro alleati dell'Ue. Lo ha dichiarato l'inviato degli Usa per la Siria, James Jeffrey, precisando Stati Uniti e Ue discuteranno nei prossimi giorni di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Damasco. “Nella prossima settimana, andrò a Bruxelles per discutere di sanzioni e altre questioni economiche legate alla costante pressione sul regime” del presidente siriano Bashar al Assad, ha aggiunto Jeffrey. (Res)

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