L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 gennaio 2020

Salvini leccaculo

Salvini esulta per la morte dell'eroe antiterrorismo Soleimani. Il leghista è solo un servo sciocco di Washington


di Fabrizio Verde

Il commento al barbaro omicidio del generale iraniano Soleimani per mano degli Stati Uniti ha confermato ancora una volta, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, la reale natura di Matteo Salvini. Altro che prima gli italiani o gli interessi dell’Italia. Matteo Salvini è l’ennesimo servo sciocco di Washington come tanti ce ne sono stati prima di lui. Al pari del suo sodale Bolsonaro. La voce grossa la riescono a fare sono con i deboli per poi divenire docili cagnolini di fronte agli interessi statunitensi e israeliani. 

«Donne e uomini liberi devono ringraziare il presidente Trump e la democrazia americana per aver eliminato #Soleimani, uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell’Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà».

Questo il tweet di Salvini. Mancano davvero le parole - o forse ci sarebbero ma sono indicibili - per commentare.

Salvini esulta per il barbaro omicidio di un eroe della lotta antiterrorismo. I terroristi sono finanziati, foraggiati e armati dai suoi padroni. L’uscita del leader leghista per noi non rappresenta motivo di stupore. Si conferma per quello che è: un utile idiota al servizio dell’imperialismo.

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