L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 gennaio 2020

L'economia del debito non sta bene - 253.000 miliardi di dollari

Alert debito globale: è schizzato ai massimi storici. Quanto vale ormai?

14 Gennaio 2020 - 10:17 

Il debito globale ha toccato un nuovo record storico: a quanto ammonta oggi?


Il debito globale ha toccato un nuovo impietoso record storico durante il terzo trimestre del 2019.

A confermarlo i più recenti dati dell’IIF, l’Istituto Internazionale di Finanza, che ha dipinto un quadro decisamente funesto.

I dati sul debito mondiale sono stati elaborati attraverso una semplice somma dei debiti aziendali (delle società finanziarie e non), delle famiglie e dei singoli governi. Il risultato dell’analisi non è stato clemente né dal punto di vista nominale né da quello del debito in rapporto al PIL.


Debito mondiale: a quanto ammonta oggi?

Nel periodo compreso tra luglio e settembre 2019, il debito globale è schizzato a 253.000 miliardi di dollari, ossia al 322% del PIL mondiale. Sia il dato assoluto che quello relativo hanno rappresentato un nuovo record storico della misura, tornata a far tremare.

Focalizzandosi in particolar modo sul debito delle famiglie, l’indagine ha evidenziato che gli incrementi più corposi si sono registrati in Belgio, Francia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Libano, Svizzera e Nigeria.

Per quel che riguarda il debito delle imprese non finanziarie, invece, i Paesi più colpiti sono stati ancora la Svezia, la Svizzera, gli USA, la Francia, il Canada e Singapore.

Da non sottovalutare poi il debito dei mercati emergenti, praticamente decollato nell’arco di un decennio, e attestatosi ormai al 187% del PIL ($8.300 miliardi). Soltanto a Hong Kong la misura ha toccato il 365%.

Le cose peggioreranno

L’analisi citata non si è limitata soltanto a definire l’attuale livello del debito mondiale. L’istituto, infatti, ha cercato di capire che cosa accadrà nel prossimo futuro e, nello specifico, nei primi tre mesi del 2020.

Anche in questo caso i risultati dell’indagine non sono stati positivi. Nell’arco di tempo considerato, il debito globale sfonderà i 257.000 miliardi di euro (soprattutto a causa del settore finanziario).
A sostenere l’avanzata del dato saranno due elementi specifici:
  1. Tassi di interesse bassi
  2. Condizioni di finanziamento più favorevoli

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