L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 gennaio 2020

Lega e Pd due facce della medesima medaglia. Dalla padella alla brace e viceversa

PD e Lega, diverse retoriche ma identici contenuti: liberismo e privatizzazioni


di Francesco Erspamer*

Ma che bel giochino. Salvini che obliquamente invita i suoi fan a non ascoltare o a fischiare il messaggio di fine anno di Mattarella in modo che per reazione gli antileghisti/antifascisti e i liberal in genere non solo si incollino al televisore ma trasformino un democristiano DOC e di destra in un eroe della nuova sinistra. E Mattarella che ricambia descrivendo l'Italia come "punto di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti" e pronto a dimenticare le proprie radici (l'elogio dei giovani — leggi: sardine — "proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato"), insomma come un paese multiculturale, multiculturalista e privo di tradizioni, in modo che i sovranisti e i tanti cittadini ostili alle migrazioni di massa e orgogliosi della propria identità si spaventino e si rivolgano a Salvini come all'unico baluardo dell'italianità, malgrado nei fatti si sia dimostrato esattamente l'opposto.

Tu fai un favore a me, io faccio un favore a te: 
l'importante è creare un bipolarismo perfetto in cui le uniche due alternative siano il liberismo retoricamente liberal del Pd e il liberismo retoricamente nazionalista della Lega. 
Diverse retoriche, identici contenuti: 
privatizzazioni, globalizzazione, esaltazione dell'individualismo e del consumismo, intenzionale deriva morale e culturale, primato della finanza, sudditanza nei confronti delle lobby. 
Sul modello degli Stati Uniti, dove un recente sondaggio ha mostrato che i due politici più ammirati del 2019, praticamente alla pari, sono Obama e Trump, rispettivamente il Renzi e il Salvini d'oltreoceano.

È una tenaglia finanziata dalle multinazionali e che ha il preciso scopo di stritolare qualunque altra possibilità con l'aiuto dei media (infatti lodati da Mattarella): ossia, in Italia, il M5S, che malgrado le ingenuità e gli errori resta l'unica forza che stia intralciando l'instaurazione del totalitarismo liberista e del suo pensiero unico.

*Professore all'Harvard University

Notizia del: 02/01/2020

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