L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 27 gennaio 2020

Mattarella Salvini Zingaretti Crimi Meloni vogliono la morte di Nicola Gratteri - Rotta la censura dei media

Striscia la Notizia, ascolti record per Nicola Gratteri, quasi 5 milioni di italiani lo seguono in diretta

Ascolti record ieri sera per Canale Cinque, a “Striscia la notizia” pesantissima denuncia del magistrato antimafia

di Pino Nano | Domenica 26 Gennaio 2020

Ascolti record ieri sera per Canale Cinque, a “Striscia la notizia” pesantissima denuncia del magistrato antimafia

Ancora ieri sera, questa volta su Canale 5, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri fa il botto degli ascolti, almeno 5 milioni di italiani lo seguono in diretta, ma gli esperti di televisione preannunciano che il video trasmesso ieri sera dal programma di Antonio Ricci sia destinato a diventare virale nel mondo, il che potrebbe significare che nei prossimi giorni lo avranno visto almeno decine e decine di milioni di persone, ma questa è quella che i sociologi moderni chiamano la magia della rete. Il dato matematico esatto rilevato dell’auditel parla di 4 milioni e quattrocentodiecimila spettatori, più precisamente il 18.9% degli italiani che in quel momento stavano davanti alla televisione, cifre assolutamente importanti per un programma che il sabato sera sceglie con coraggio di mandare in onda la parte forse più “pesante” della conferenza stampa tenuta dal giudice Nicola Gratteri dopo l’ultima sua operazione “Rinascita Scott”, la più imponente inchiesta antimafia dopo il maxiprocesso di Giovanni Falcone a Palermo venti anni fa, 13.500 pagine di ordinanza, 250 pagine di capi di imputazione, per la durata record anche questa di 7 minuti e trenta, neanche un Capo di Stato ha mai parlato così tanto nel programma di Ricci. Per chi avesse voglia di capire meglio di cosa si tratta vi rimandiamo al sito di Canale 5, https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/il-discorso-di-gratteri-che-nessuno-ha-trasmesso-a-livello-nazionale_64375.shtml dove gli autori del programma hanno titolato in questo modo .” IL DISCORSO DI GRATTERI CHE NESSUNO HA TRASMESSO A LIVELLO NAZIONALE, 25 GENNAIO 2020”, e poi un catenaccio esplicativo “Lo scorso dicembre il Procuratore Nicola Gratteri ha tenuto una conferenza stampa in cui ha parlato della 'Ndrangheta e di come dovrebbe cambiare la narrazione della mafia calabrese”. In effetti la parte che è stata trasmessa è la parte in cui il procuratore Gratteri spiega di aver arrestato un colonnello dei carabinieri, un cancelliere del tribunale di Vibo Valentia “che era al servizio delle cosche”, sindaci e amministratori pubblici, personaggi di primo piano della politica regionale che erano in grado di “aggiustare” le sentenze al TAR di Catanzaro, un’intera cosca mafiosa direttamente collegata e connivente con vari apparati dello Stato, quella dei Mancuso di Limbadi, ma Gratteri in questo video fa preciso riferimento anche al ruolo strategico che avrebbe svolto al servizio del gruppo dei Mancuso il loro stesso legale di fiducia. Insomma, veri e propri “fili dell’alta tensione”. “Sono stati arrestati - dice ancora Nicola Gratteri nel video trasmesso - molti massoni infedeli anche allo loro organizzazione massonica”. Ma dobbiamo stare attenti -aggiunge Gratteri nel suo intervento -a non parlare genericamente di massoneria, essere massone non è un reato. Dobbiamo però stare attenti quando un soggetto che è massone, che fa parte di una loggia, commette reati e si avvale del fatto di essere massone come punto di forza che va oltre la millanteria, per avere vantaggi per sé e per altri. Quindi, essere al servizio, facilitare l'organizzazione mafiosa con il fatto di essere massone. Questo - conclude Gratteri - lo sappiamo dalle intercettazioni telefoniche e ambientali e da tutto l'armamentario, grembiuli e compassi, che abbiamo trovato stanotte nelle perquisizioni”. Era esattamente il 19 dicembre 2019, quando Nicola Gratteri diceva tutte queste cose in pubblico, nel corso di una conferenza stampa che passerà, per mille motivi diversi, alla storia. Oggi Antonio Ricci completa l’opera, e dopo la notizia del “grande attentato” che le cosche della Ndrangheta avrebbero deciso di organizzare contro Gratteri, il programma più popolare della storia della TV italiana manda in onda questa sorta di “testamento ideologico” che certifica due concetti fondamentali: primo, quanto profondamente il Paese oggi ami questo magistrato così esposto. Secondo, quanto nell’immaginario collettivo Gratteri sia per la stragrande maggioranza degli italiani un “amico da proteggere”. Ieri sera Antonio Ricci e il suo programma non potevano fare di meglio in questa operazione di “tutela” del magistrato più a rischio d’Europa.

Nessun commento:

Posta un commento