L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 gennaio 2020

Un senso di rifiuto completo ed estremo per quelle figure che si dichiarano radicali

martedì 24 dicembre 2019

Buon San Marco Cappato a tutt*


Tempi nuovi esigono auguri nuovissimi.

Marco Cappato prosciolto dalle accuse a Natale è segno, infatti, di tempi ferini e di conio nuovissimo in cui anche il sedicente Pontefice non osa nominare il Cristo (lo chiama “Il Festeggiato”; ammesso che nelle sua anima il festeggiato sia davvero Lui e non Altri - doppiezza gesuitica).
Prosciolto nei pressi del Natale: a Natale, infatti, la Giustizia Italiana va in vacanza.
Ciò sacrifica un pochino la potenza del simbolo, ma le ferie sono l’ultimo recinto sacrale. Per tutti gli altri, circa Diecimila: buon Natale.

PS
A chi si interroga sulla rivalutazione della figura di Giuda Iscariota da parte dell’argentino Jorge Mario Bergoglio, consiglio, per intrattenersi durante le festività, la lettura di Tre versioni di Giuda, racconto dell’argentino Jorge Luis Borges.
Poiché i grandi scrittori ragionano sub specie aeternitatis, repellendogli la cronaca, ecco che qui rinverrete l’inversione teologica massima. 
Bergoglio, invertito massimo e guida spirituale degli invertiti, ha colto le bolas concettuali al volo.


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