L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 gennaio 2020

Wuhan - Cina 100 morti per polmonite, Italia 9.000 morti ogni anno

Siamo antisemiti tanto quanto gli ebrei sono sionisti
Le 6 cose che non ti dicono sul Coronavirus

Antisionismo Non È Antisemitismo

Coronavirus. Mentre le autorità cinesi - che non vogliono più subire e strumentali accuse esternate da una Organizzazione Mondiale della Sanità dominata dagli USA, come fu nel caso della SARS - ce la stanno mettendo tutta (ad esempio creando in quindici giorni un ospedale da mille posti) per affrontare l'emergenza, i media occidentali stanno veramente scavando il fondo del barile. E così, dopo che i virologi hanno dichiarato che la “spaventosa epidemia” altro non è che una delle tante infezioni polmonari da virus che si ripropongono ogni anno, alla quasi totalità dei media mainstream non resta che sbandierare gli “81 morti in Cina”.

Senza dirci che:
  1. La metà delle persone morte in Cina aveva più di 80 anni e seri problemi di salute.
  2. In Italia (60 milioni di abitanti) muoiono di polmonite mediamente, ogni anno, 9.000 persone.
  3. Negli USA sono morte, negli ultimi anni, decine di persone per peste bubbonica.
  4. Il tenebroso “laboratorio biologico P4” di Wuhan (che attesterebbe il coronavirus come risultato di ricerche di guerra biologica condotte dai cinesi) è identico a quello che abbiamo a Roma e a Milano.
  5. A Wuhan dove gli abitanti ”prigionieri nelle loro abitazioni” urlerebbero la loro disperazione dalle finestre, si balla in coppia – avvinghiati e senza mascherina – nei giardini pubblici.
  6. I festeggiamenti per il Capodanno cinese sono stati rinviati, per il coronavirus, in qualche città italiana; non certo in Cina e nel resto del mondo dove si sono svolti regolarmente. 
E ci sarebbero da dire tante altre cose più importanti su questa psicosi del coronavirus, ennesima Arma di Distrazione di Massa. Lo abbiamo fatto, giorni fa, in questo articolo. Dateci un’occhiata.

Francesco Santoianni
Notizia del: 28/01/2020

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