L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 febbraio 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - è guerra d'informazione contemplata nella guerra senza limiti. L’intero esercito del potere e dell’informazione occidentale si è buttato a pesce sull’evento mostrandolo come una catastrofe di proporzioni bibliche

Italia - lunedì 11 novembre 2019

L'influenza che colpirà tra il 2019 e il 2020, secondo le previsioni degli esperti, avrà un'incidenza abbastanza importante con già più di 7 milioni di casi confermati alla decima settimana di quest'anno.

https://www.ilmessaggero.it/salute/prevenzione/influenza_2019_intestinale_sintomi_vaccino_antibiotico_rimedi-4855411.html


Influenza 2019, è epidemia. Sintomi, vaccino, picco e prevenzione

Solo nella scorsa settimana 207.000 casi e 1.099.000 da metà ottobre a oggi. Maggiormente colpiti i bambini sotto i cinque anni

influenza 2019-2020

Roma, 19 dicembre 2019 - 
L'influenza è entrata nel vivo: è ufficialmente epidemia in tutta Italia con 207.000 casi solo nella scorsa settimana e 1.099.000 da metà ottobre a oggi. Lo rende noto l'ultimo bollettino Influnet dell'Istituto superiore di sanità.

Influenza 2019: contagi tra i più piccoli

Si parla di 3,43 casi per mille assistiti e a essere maggiormente colpiti sono i bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un'incidenza di 9 casi per mille pazienti. Tuttavia, i dati, raccolti da 731 medici sentinella che hanno registrato la frequenza di sindromi influenzali tra i propri pazienti, mostrano un andamento dell'incidenza che si può sovrapporre a quello dello scorso anno. 
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Coronavirus: pandemia di scemenze



Probabilmente pochi sanno che l’influenza colpisce ogni anno qualche milione di persone in Italia e fa oltre 8 mila morti solo nel nostro Paese, circa 700 mila in tutto il mondo, una cifra spaventosa a cui non si fa caso solo per abitudine, perché questa malattia la prendono un po’ tutti di solito senza particolari conseguenze fino a che gli anni non cominciano a pesare e le complicanze si moltiplicano. A volte poi i virus che causano la patologia mutano e si fanno più pericolosi, causano pandemie come l’asiatica o come la spagnola che infuriò esattamente un secolo fa e che fece dai 40 ai 100 milioni di morti, tanto da superare di gran lunga le vittime della prima guerra mondiale. Avremmo dunque tutti i motivi di preoccupazione in merito alla prevenzione e alla cura di questa affezione, così come a quella ancora più grave della meningite che proprio in questi giorni sta colpendo diverse regioni italiani e che ha un tasso di mortalità del 14% anche in presenza di cure. Avremmo insomma ogni giustificazione per far lavorare la paura su cose reali: invece per un bias cognitivo i media sono pieni di notizie e di allarmi, di quarantene e mascherine sulla epidemia nata in una ristretta zona della Cina dovuta a un coronavirus, una famiglia di patogeni che conosciamo bene perché è quella che procura diversi disturbi lievi tra cui il raffreddore ed eccezionalmente di più severi come la Sars malattia che sembrava essere la fine del mondo e che finì praticamente in nulla: quindi ci troviamo di fronte a qualcosa di non eccessivamente pericoloso ancorché si tratti di un nuovo ceppo ( alla loro comparsa i nuovi agenti patogeni sono normalmente molto più virulenti) , che già all’inizio ha una mortalità inferiore a quella dell’influenza e che finora ha ucciso soprattutto ultraottantenni già fiaccati da altre gravi malattie.

Certo qui opera la fascinazione negativa del remoto e dello sconosciuto, ma lavora soprattutto un’orchestrazione mediatica volta alla demonizzazione della Cina, ignobilmente colpevole di incalzare l’ occidente dalla sua preminenza industriale, nonché di contraddire le oligarchie nostrane con la dimostrazione della superiorità di un economia mista e pianificata rispetto alle ossessioni del privatismo ontologico. Tra l’altro l’efficienza con cui si è stata arginata l’epidemia non ha precedenti e costituisce anzi la prima la prima volta nella storia della medicina in cui il genoma di un virus è stato mappato dopo appena dieci giorni dalla comparsa del primo focolaio, un fatto sorprendente che per fortuna è stato riconosciuto da Nature, una delle più stimate riviste scientifiche. Poco a che vedere con le prestazioni di una fabbrica della salute tutta in mano ai privati e al profitto ( nonché purtroppo anche ai militari e alle loro guerre batteriologiche) che se salva delle vite certamente ne miete moltissime: basti pensare solo alle vittime di farmaci rivelatisi letali (pensiamo solo al Vioxx) che tuttavia sono ritirati con estrema lentezza pensando più che alle vite umane ai bilanci di chi li produce. Le morti da farmaco (e non parliamo delle sostanze psicotrope) arrivano a circa 300 mila l’anno, di cui quasi la metà nei soli Stati Uniti che sono all’origine della campagna volta in realtà a fare della Cina un grande nemico simbolico, una sorta di monatto planetario.

Così nonostante la scarsa pericolosità del nuovo coronavirus e le eccezionali misure per evitare la sua diffusione, l’intero esercito del potere e dell’informazione occidentale e si è buttata a pesce sull’evento mostrandolo come una catastrofe di proporzioni bibliche tanto che l’Oms che non aveva voluto dichiarare lo stato di allarme è stato fatto segno a pressioni enormi e ha dovuto farlo a guarigioni già avvenute e a diffusione in regresso e quando già i ricercatori di mezzo mondo sono impegnati a sedare l’infezione. Mentre chissà i padroni del farmaco a proporre nuove vaccinazioni planetarie, perché si vogliono prendere più piccioni con una fava sola . Al contrario dal virus della paura irrazionale, sparsa a piene mani e quello sinergico della son evidentemente è evidentemente così diffuso da essere l’unica pandemia inguaribile.

Notizia del: 31/01/2020

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-coronavirus_pandemia_di_scemenze/82_32869/

... e quella del 2018-19 ...

Influenza 2018-2019: tutto quello che devi sapere per evitare il contagio


Ultimo aggiornamento – 04 Febbraio, 2019


Potrebbe essere la peggiore influenza degli ultimi 16 anni. Non siamo nemmeno a metà stagione, e sono già 4 milioni i malati a letto. È questa infatti la settimana decisiva per capire quanto sarà violenta l’influenza del 2019 e per contarne i danni.

Gli esperti mettono in guardia sull’arrivo del picco influenzale. La scorsa settimana sono stati colpiti 720mila nuovi pazienti e nei prossimi sette giorni si può arrivare a 800mila, raggiungendo così i 5 milioni complessivi.

L’influenza 2018-2019 è dunque arrivata. Ma non è mai troppo tardi per informarsi e capire come prevenirla ed evitare il contagio.

Ad aiutarci, il Ministero della Salute, che ha condiviso la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019“.

Iniziamo, dunque, col fare una panoramica generale, che consentirà di capire al meglio tutti gli aspetti legati a questo malanno di stagione.

Influenza 2018-2019: ecco cosa ci aspetta

In primis, c’è da dire che, sebbene molti tendano a considerare l’influenza come un lieve disturbo, questa resta una tra le prime 10 cause di morte nel nostro Paese.

Si tratta di una malattia respiratoria, che colpisce prevalentemente alcune fasce della popolazione (bambini e anziani), esposti anche a un maggior rischio di complicazioni, ovvero polmonite virale, polmonite batterica secondaria e aggravamento delle condizioni già presenti.
I virus dell’influenza 2018-2019

Due sono gli agenti infettivi: A e B.

I virus dell’influenza A presentano sottotipi a seconda di due proteine di superficie: emoagglutinina (HA) e neuraminidasi (NA). Si hanno poi, ancora, 3 sottotipi di HA (H1, H2 e H3) e due sottotipi di NA (N1 e N2).

I virus dell’influenza B “si sono evoluti in due lineaggi antigenicamente distinti“: virus B/Yamagata/16/88 e B/Victoria/2/87-like.

Dai virus di questi due ceppi, B/Yamagata e B/Victoria, ha origine la malattia influenzale. Col tempo, la variazione antigenica dei ceppi si è avuta all’interno di un sottotipo di influenza A o di un lineaggio B.

Le variazioni costanti rendono necessari nuovi i vaccini antinfluenzali ogni anno.

Influenza: contagio e trasmissione

Oramai si sa (e la mamma aveva ragione!): mai starnutire senza mettersi la mano davanti alla bocca. L’influenza, infatti, è trasmessa principalmente dalle goccioline che si propagano nell’aria attraverso la tosse o gli starnuti, ma non solo. Anche il contatto diretto con le secrezioni contaminate (toccando oggetti e condividendo spazi) aumenta il rischio di contagio.

Qual è il periodo di incubazione? Breve, ahimè, molto breve: parliamo di 2 o 4 giorni, dopo i quali iniziano a insorgere i primi sintomi.

A essere più esposti al rischio di trasmissione sono, ovviamente:
soggetti con un sistema immunitario debole;
residenti in strutture socio sanitarie;
over 65;
donne in gravidanza;
bambini molto piccoli.

I sintomi dell’influenza 2018-2019

I sintomi dell’influenza tendono a essere simili ogni anno. Ovvero:
febbre improvvisa e alta;
tosse e difficoltà a respirare;
dolori muscolari e astenia;
mal di gola;
perdita di appetito;
nausea, vomito e diarrea.

Quanto dura? Parliamo di una settimana o di massimo 10 giorni, nella maggior parte dei casi.

Ma quali sono le misure di igiene da adottare per prevenire l’influenza ed evitare il contagio?

Lavatevi le mani! Una buona igiene di queste ultime è fondamentale per limitare la diffusione dell’influenza.

Le mani, dunque, devono essere lavate con sapone, tenendole sotto l’acqua per 40-60 secondi almeno. Ideali sono i disinfettanti a base alcolica.

Anche l’isolamento, sì, proprio l’isolamento, è un gesto altruistico quando si ha l’influenza, specie nei primi giorni. Ovviamente, sta anche alle persone vicine evitare il contatto stretto con chi è ammalato, mantenendo una distanza di un metro almeno o non frequentando posti troppo affollati.

Le mascherine chirurgiche possono essere utili, se si ritiene necessario per ragioni di salute evitare assolutamente il contagio.
Il vaccino antinfluenzale 2018-2019

La vaccinazione è la migliore arma di prevenzione dell’influenza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 mirano a una copertura per la vaccinazione antinfluenzale del 75%.

Si parte dai principali destinatari dell’offerta di vaccino antinfluenzale stagionale (da ottobre a dicembre), ovvero:
gli over 56;
i bambini, già dai 6 mesi di età;
tutti gli operatori sanitari;
gli immunodepressi.

I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e/o l’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) hanno dato l’ok per la distribuzione dei vaccini disponibili in Italia.

Ogni singola Regione, poi, decide tra i prodotti disponibili in commercio quelli da utilizzare durante le campagne vaccinali.
Le caratteristiche antigeniche dei ceppi virali influenzali relativi all’ultima stagione influenzale fanno sì che si possano selezionare i ceppi da includere nel nuovo vaccino. Ciò si decide nel mese di febbraio, per dare il via alla produzione e alla distribuzione.

La stagione influenzale 2017/2018 in Europa ha visto come protagonista il virus di tipo B – lineaggio B/Yamagata.

A Ginevra, il 22 febbraio 2018, l’OMS ha indicato la formulazione del vaccino quadrivalente per l’emisfero settentrionale nella stagione 2018/2019, ovvero:
antigene analogo al ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09;
antigene analogo al ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2);
antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria);
antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata).

Nel caso dei vaccini trivalenti, l’OMS consiglia, per il virus dell’influenza B, che ci sia l’antigene analogo al ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria).

La formulazione del vaccino per la stagione 2018/2019 includerà, dunque, una nuova variante antigenica di sottotipo H3N2 (A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016), che sostituisce il ceppo A/Hong Kong/4801/2014, e una nuova variante antigenica di tipo B (B/Colorado/06/2017), lineaggio B/Victoria, che sostituirà il ceppo B/Brisbane/60/2008.

Ricordiamo che il vaccino stagionale deve essere acquistato in farmacia con prescrizione medica. Dopo due settimane dal vaccino, si è sotto protezione vaccinale per 6-8 mesi.
Nuovo vaccino antinfluenzale: ci sono delle controindicazioni?

Ci sono dei soggetti a cui il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato, ovvero:
Bambini al di sotto dei sei mesi.
Soggetti allergici a una precedente dose.
Soggetti con una malattia acuta o media.
Pazienti con sindrome di Guillain-Barré.
Effetti collaterali del vaccino

Gli effetti collaterali comuni del vaccino antinfluenzale sono:
dolore e eritema cutaneo dopo il vaccino;
malessere generale e febbre, da 6 a 12 ore dopo la somministrazione, per massimo 2 giorni;
rari eventi di trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi (ma non ci sono sufficienti evidenze scientifiche).

In ogni caso, se dovessero insorgere dei disturbi è sempre il caso di segnalarli al sistema di farmacovigilanza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e al proprio medico di famiglia.

Un’ultima e importante informazione: il vaccino è indispensabile e va ricordato che durante l’inverno possono comunque presentarsi sintomatologie simili a quelle dell’influenza, ma provocate da altri agenti batterici e virali.

Prevenire e meglio di curare: non dimenticate di vaccinarvi e far sì che lo facciano anche i vostri cari!

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