L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 febbraio 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Stati Uniti hanno sobillato i mass media internazionali per la guerra d'informazione


Coronavirus, Ministero degli Esteri cinese accusa gli Stati Uniti di aver scatenato il panico
© AP Photo / Kin Cheung
12:39 03.02.2020

Con una serie di misure il governo di Washington non avrebbe fatto altro che scatenare un'ondata di panico in relazione al coronavirus.

Non soltanto gli Stati Uniti non hanno fornito nessun aiuto significativo alla Cina nella lotta al nuovo tipo di coronavirus ma, al contrario, Washington ha fatto di tutto per diffondere il panico e l'allarmismo.

A sostenerlo è la portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying:
"Da quando è iniziata l'epidemia molti Paesi hanno inviato degli aiuti e hanno supportato la Cina e gli siamo molto grati. Tuttavia, a quanto ne sappia, gli americani non solo non ci hanno aiutato in modo significativo, ma son ostati anche i primi a evacuare il personale del consolato di Wuhan, i primi a far rientrare parte dei dipendenti dell'ambasciata e ancora i primi a vietare l'accesso a tutti i cittadini cinesi l'ingresso in territorio USA dopo che l'OMS aveva consigliato di non introdurre limitazioni ai viaggi e al commercio con la Cina", sono state le sue parole, sottolineando che tali azioni hanno contribuito a "scatenare e a diffondere il di panico".

L'epidemia di 2019-nCoV

La nuova ondata di coronavirus, identificato con la sigla 2019-nCoV, è stato identificato per la prima volta a dicembre nella città cinese di Wuhan, nella provincia dell'Hubei, causando sinora 361 morti e con un numero di contagi superiore a 17000.

© AP PHOTO / DAKE KANG

Da allora l'agente patogeno si è diffuso in oltre 20 Paesi, tra cui anche Stati Uniti, Australia, Francia, Germania, Svezia, Regno Unito, Spagna, Italia e Russia, portanddo l'Organizzazione Mondiale per la Sanità a dichiarare l'emergenza internazionale nel corso di questa settimana.
Finora gli esperti non sono riusciti a stabilire le modalità con le quali l'infezione abbia fatto la propria comparsa, sebbene sui media di tutto il mondo abbiano cominciato a circolare numerose indiscrezioni.

Per far fronte a una possibile pandemia, i Paesi di tutto il mondo hanno iniziato ad adottare importanti misure di prevenzione, effettuando lo screening di tutti i passeggeri in arrivo dalla Cina, chiudendo in alcuni il traffico terrestre e aereo da e per il Paese asiatico e rimpatriando i propri cittadini da Wuhan.

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