L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 febbraio 2020

Francia e/o Gran Bretagna lavorano contro la Strategia del Mare Nostrum

Italia-Egitto: quelle strane coincidenze


di Antonio Di Siena

Neanche 72 ore dall’indiscrezione di un mega accordo commerciale da 1,5 miliardi fra Italia ed Egitto, che comprende la fornitura di elicotteri, armamenti e navi da guerra, preludendo quindi ad una specie di alleanza militare , e - GUARDA CASO - viene sequestrato un altro studente, egiziano ma universitario a Bologna.

Una storia perfetta a cui non manca proprio niente (dalla denuncia di torture ed elettroshock da parte di Amnesty International all’attivismo del ragazzo nel mondo LGBT) per non far scoppiare un bel caso mediatico e orientare l’opinione pubblica italiana verso la rottura definitiva delle nostre relazioni con il più potente Stato del mondo arabo.

Ma c’è un però.

Troppo eclatante il gesto.
Troppo sospetta la tempistica.
Troppo simile alla vicenda Regeni la dinamica. Per non far sospettare a qualcuno che, con ogni evidenza, i maggiori problemi di relazioni internazionali per l’Italia non provengono dall’altra sponda del Mediterraneo.

Quanto piuttosto da qualche sedicente “alleato europeo”.

Intelligenti pauca.

Notizia del: 09/02/2020

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