L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 febbraio 2020

"Gli scenari di cambiamento di potere con la forza in Venezuela sono assolutamente inaccettabili",

Lavrov avverte gli USA: "Gli scenari di cambio di potere con la forza in Venezuela sono assolutamente inaccettabili"


"I venezuelani sono chiaramente stanchi dello scontro, degli appelli alle proteste di strada e all'intervento straniero", ha affermato il ministro degli Esteri russo

"Gli scenari di cambiamento di potere con la forza in Venezuela sono assolutamente inaccettabili", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov oggi a Caracas, dove ha incontrato la Mesa de Diálogo Nacional.

La crisi in Venezuela "nasce dai tentativi di avviare una campagna su larga scala con l'obiettivo dichiarato di rovesciare il governo legittimo", usando tutte le opzioni, "compreso l'uso della forza" , ha denunciato il capo della diplomazia, sottolineando che Mosca farà in modo che questi scenari "siano condannati dalla comunità internazionale".

"Stanchi dello scontro"

Il cancelliere ha indicato che, grazie al tavolo di dialogo tra il governo e l'opposizione, sono già state concordate una serie di decisioni pratiche sulle modalità per tornare sulla rotta costituzionale e "superare la divisione". "Tutto questo, senza dubbio, suscita grande simpatia tra i venezuelani, che sono stanchi di scontri, inviti a proteste di strada e interventi stranieri", ha sottolineato Lavrov.

Allo stesso modo, Lavrov ha invitato l'opposizione radicale venezuelana a partecipare alle elezioni dell'Assemblea nazionale del 2020, sottolineando che, a suo avviso, "è l'unica opportunità" per "non privarsi del futuro nella vita politica" del paese.

D'altro canto, il ministro russo ha condannato le sanzioni unilaterali statunitensi e ha descritto come "scandaloso" il fatto che incidano sui "progetti sociali e umanitari" in Venezuela.
Oggi, il ministro degli Esteri russo è in Venezuela per incontrare il presidente del paese caraibico, Nicolás Maduro; il vicepresidente Delcy Rodríguez e il suo omologo Jorge Arreaza.

Notizia del: 07/02/2020

Nessun commento:

Posta un commento