L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 febbraio 2020

Idlib - cosa ci stavano a fare i militari insieme ai mercenari terroristi tagliagola?

Siria: 6 militari turchi uccisi in attacco governativo nel nord-ovest

Ankara, 03 feb 13:44 - (Agenzia Nova) - Sei cittadini turchi, cinque militari e un civile, sono rimasti uccisi stamane in un attacco delle forze governative nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria. Lo rende noto il ministero della Difesa di Ankara, secondo cui il bombardamento ha provocato il ferimento di altre sette persone. “La Turchia farà ricorso al suo diritto all’autodifesa come in altri casi simili: chi ha condotto questo ignobile attacco ne pagherà il prezzo”, si legge nel comunicato. Più volte nelle ultime settimane Ankara ha denunciato le violazioni da parte delle forze governative al cessate il fuoco in vigore dalla mezzanotte dello scorso 12 gennaio nell’ultimo quadrante della Siria ancora controllato dai ribelli. Secondo i dati dell’agenzia di stampa turca “Anadolu”, almeno 1.300 civili hanno perso la vita nell’area dal settembre del 2018, quando Turchia e Russia hanno raggiunto a Sochi un accordo per l’imposizione di una “zona demilitarizzata”.

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