L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 febbraio 2020

Idlib - Erdogan combatte per imporre la Sharia attraverso i terroristi mercenari tagliagola ammassati nella provincia, Assad per imporre la Sovranità Nazionale Politica Territoriale della Siria

Nonostante gli attacchi turchi, l'esercito siriano continua ad avanzare a Idilb. Mosca smentisce Erdogan e precisa: Non ci hanno segnalato il movimento dei loro convogli


Situazione sempre più tesa nella provincia di Idlib a causa delle interferenze di Ankara in soccorso dei gruppi jihadisti. Ankara ha giustificato l'uccisione di 35 soldati siriani come rappresaglia ad un attacco delle truppe siriane su un suo convoglio che ha provocato la morte di 6 soldati turchi

Ieri un convoglio di truppe turche è entrato nella provincia siriana di Idlib in soccorso ai gruppi jihadisti ormai allo sbando dopo i recenti progressi compiuti dall'esercito siriano.

Le truppe siriane hanno bombardato il convoglio turco causando la morte di 6 soldati turchi, la replica di Ankara è stata il bombardamento con i suoi caccia F-16 che hanno portato alla morte di 35 soldati siriani, secondo quanto ha riferito oggi Erdogan in una conferenza stampa. Lo stesso Erdogan ha avvertito la Russia di non intromettersi. La replica di Mosca non si è fatta attendere: "Unità dell'esercito turco hanno condotto i movimenti all'interno della zona di de-escalation di Idlib durante la notte dal 2 febbraio al 3 febbraio senza informare la parte russa e sono state attaccate dalle truppe del governo siriano, che stavano prendendo di mira i terroristi a ovest di Saraqib", ha riferito oggi il centro russo per la riconciliazione delle parti in conflitto in Siria.

Intanto, l'esercito siriano ha proseguito le sue operazioni militari per liberare Saraqib, città strategica per il controllo delle arterie autostradali che collegano Aleppo e Damasco.

Guidato dalla 25a divisione delle forze speciali (ex Tiger Forces), l'esercito arabo siriano è riuscito a liberare due città situate a nord-ovest di Ma'arat Al-Nu'man, a seguito di un'intensa battaglia con i ribelli jihadisti.

Secondo un rapporto sul campo citato da Al Masdar News, l'esercito siriano ha liberato le città di Jawbas e Saan nel mezzo della loro continua spinta per controllare l'importante autostrada Aleppo-Latakia (M-4).

Per le forze armate turche ed i suoi alleati, perdere Saraqib sarebbe un duro colpo, poiché la città stessa si trova in un incrocio tra le due principali autostrade della Siria.

Fonte: Foto Reuters
Notizia del: 03/02/2020

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